“gli erbicidi a base di glifosate, usati in ambiente urbano, sono i più venduti in Italia. Da un rapporto (n. 208/2014) di Ispra (Istituto Superiore Per la Ricerca Ambientale) risulta che ‘Rispetto al passato è aumentata significativamente la presenza di fungicidi e insetticidi, soprattutto nelle acque sotterranee’ e che ‘la contaminazione è più diffusa nelle aree della pianura padano-veneta’. Si tratta di una situazione che richiede un intervento urgente”.

 

Questo l’appello del consigliere regionale del PD, Andrea Zanoni, primo firmatario di un’interrogazione (sottoscritta dai consiglieri Moretti, Ruzzante, Azzalin, Fracasso, Guarda e Pigozzo) che solleva la questione di rischio ambientale legata al glifosate, un principio attivo che viene utilizzato nella preparazione di numerosi erbicidi destinati all’agricoltura, ma anche al giardinaggio e alla cura del verde pubblico, così come per estirpare il ‘verde molesto’ da strade e reti ferroviarie.

 

Il glifosate - sottolinea l’esponente democratico - è nocivo per la salute oltre che tossico per l'ambiente acquatico: ricerche di laboratorio internazionali hanno dimostrato che tale sostanza può produrre effetti cancerogeni e indurre danni a livello genetico. Di recente anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ne ha confermato i potenziali e irreversibili danni alla salute della popolazione”.

 

Nell’interrogazione si riporta che ‘la Filt CGIL regionale nel segnalare al Presidente della Regione Veneto, agli Assessori regionali all’Ambiente e alla Sanità e all’ARPAV, che molte imprese operanti nel settore della rete ferroviaria e stradale fanno uso di diserbanti a base di glifosate, ha chiesto l’urgente e immediata assunzione del principio di precauzione a tutela della salute pubblica e dei lavoratori. Il 9 luglio 2015 la Regione Veneto ha inviato al Ministro della Salute la richiesta di azioni e provvedimenti relativi al rischio cancerogeno e mutagenesi dei prodotti fitosanitari a base di glifosate’.

 

Da parte sua Zanoni ricorda come “la Regione Toscana ha recentemente introdotto il divieto dell’uso del diserbante a base di glifosate nelle aree extra agricole, impegnandosi a dare indicazioni alle aziende sanitarie consentendo il solo impiego di prodotti non appartenenti alle classi ‘molto tossici’, ‘tossici’ e ‘nocivi’. Anche in Veneto, nel territorio di alcuni Comuni, sono stati introdotti sistemi alternativi all’uso di erbicidi chimici in ambiente urbano: ad esempio l’uso del pirodiserbo nel Comune di Sernaglia della Battaglia (TV), lo ‘sfalcio meccanico secondo programma’ proposto dal ‘Consorzio Conegliano Valdobbiadene - Prosecco DOCG’ nei vigneti e lo "sfalcio meccanico normale" in molti altri Comuni”.

 

Di qui la richiesta alla Giunta regionale di “intervenire urgentemente, in attesa delle indicazioni ministeriali e in analogia a quanto disposto dalla Regione Toscana, per evitare che questa situazione sia lasciata nelle mani delle singole imprese e dei lavoratori, con possibili gravi danni per la popolazione, le falde acquifere e l’ambiente”.