“Ancora una centrale idroelettrica, l’ennesima, per di più in un sito oggetto di interventi di ripristino e tutela ambientale da parte del Comune di Belluno. Serve un ripensamento urgente sugli incentivi, causa principale di questa indiscriminata proliferazione”. Ad affermarlo, in una nota, è il Consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni che oggi ha partecipato “alla Conferenza dei servizi con al centro la domanda per il rilascio di una autorizzazione per un nuovo impianto da parte della società Reggelbergbau srl in località Borgo Piave, nei pressi del Ponte della Vittoria. Incontro che si è svolto alla presenza dei tecnici di Regione, Arpav, Provincia e Comune oltre ad associazioni e comitati locali, come Italia Nostra, Wwf, Comitato Bellunese Acqua Bene Comune, Mountain Wilderness, Associazione Pescatori Bellunesi, Cipra Italia, Peraltrestrade, Libera Cadore; assenti importanti, l'Autorità di Bacino, la Soprintendenza ai Beni Ambientali e il Genio Civile, nonché la società Reggelbergbau”.

“Occorre mettere un freno alle centrali idroelettriche fatte per pura speculazione grazie agli importanti incentivi per le rinnovabili. Credo che lo Stato - puntualizza Zanoni - debba intervenire affinché le risorse vengano deviate e indirizzate su fonti rinnovabili che non abbiano un impatto ambientale così pesante, ad esempio il fotovoltaico sui tetti delle case. Mi sto attivando con esponenti del Governo perché vengano prese decisioni in merito. E comunque, con riferimento specifico al caso in oggetto, trovo del tutto inappropriata la scelta del sito dove sono stati fatti interventi di ripristino e tutela ambientale da parte del Comune di Belluno.

Continuare ad autorizzare la costruzione di centraline è pericoloso: ho fatto presente al sindaco Jacopo Massaro, presente all'incontro, e alle altre autorità che la Commissione Europea ha già aperto una procedura di pre-infrazione nei confronti dell’Italia proprio a causa dello sfruttamento dei nostri fiumi con questi impianti. Si tratta di un caso Eu Pilot per violazione delle direttive comunitarie Acqua e Habitat, in quanto non viene garantito il minimo deflusso vitale per i fiumi interessati e perché vengono messe a rischio la biodiversità e la natura nel suo complesso”.

“A complicare il quadro, inoltre, il possibile e grave conflitto di interessi in seno al Comitato Via - conclude Zanoni - poiché uno dei suoi componenti, chiamato a valutare l’impatto delle centrali idroelettriche risulta nel contempo essere progettista nonché addirittura proponente di questi impianti. Sulla questione ho già presentato due interrogazioni, ma la Giunta Zaia continua a tacere”.