(Arv) Venezia, 6 lug. 2018  - “Anno nuovo, osservazioni vecchie. Ancora una volta, la Corte dei Conti mette nel mirino le Partecipate della Regione, evidenziando le carenze sulle capacità di governance e di trasparenza. Chiediamo, per l’ennesima volta, alla Giunta una maggiore aderenza alla programmazione regionale delle attività delle società partecipate”.

La richiesta, avanzata in una nota, è del Gruppo regionale del Partito Democratico, con la quale si invita a “pensare alla recente operazione Veneto Strade con Anas, ma non è l’unica. Molte sono infatti le criticità rilevate dalla Magistratura contabile con il Giudizio di parificazione sul Rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2017, presentato oggi a Palazzo Ca’ Corner alla presenza, tra gli altri, del capogruppo del PD in Consiglio regionale, Stefano Fracasso, e dei consiglieri Bruno Pigozzo e Andrea Zanoni”.

“In particolare – prosegue la nota del PD - nella relazione della Sezione Regionale Controllo, per quanto riguarda i controlli nei confronti delle partecipate, si rileva che ‘dovrebbero essere rafforzati e resi comunque più incisivi’. Inoltre, si parla di ‘esigui risultati raggiunti in merito ai piani di razionalizzazione adottati nel 2015 e 2017’”.

“Ma non è l’unico punto messo a fuoco dalla Corte dei Conti – sottolineano gli esponenti del Partito Democratico - Anche quest’anno, la Magistratura Contabile ha stigmatizzato i ritardi nell’attribuzione delle risorse ai diversi capitoli del Fondo sanitario, una brutta abitudine che ha ormai preso campo. Sono poi emerse criticità sulla esatta perimetrazione delle uscite ed entrate del Servizio Sanitario Regionale. Per esempio, risulta che l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie sia pagato con risorse non allocate nel perimetro sanità, al contrario di Arpav, l’Agenzia di tutela ambientale. Un caso che è stato sollevato anche dal Procuratore generale durante il suo intervento”.

“Altra problematica sempre aperta, infine, quella del Palazzo Grandi Stazioni – evidenzia la nota del Gruppo consiliare del Partito Democratico -  sono stati nuovamente contestati il canone di locazione e gli oneri di acquisto per 3.208.873 euro, questione che la Corte porta all’attenzione da anni, ma che non è ancora stato risolta. E infatti alla fine, dopo la riunione in Camera di consiglio, è passata la parifica con l’eccezione proprio dei conti relativi al Palazzo Grandi Stazioni”.

“Ci auguriamo che sui punti critici la Regione decida finalmente per un’inversione di tendenza – concludono i consiglieri regionali del Partito Democratico -  visto che ormai i tasti dolenti su cui battono i Magistrati contabili sono sempre gli stessi”.