Mercoledì 24 aprile 2013 è stata convocata a Mestre (VE) la Commissione Regionale di Valutazione di Impatto Ambientale, che dovrà pronunciarsi sulla discarica della ditta CO.VE.RI. in via delle Grazie a Lughignano, frazione di Casale sul Sile (TV). L’eurodeputato Andrea Zanoni ha affermato: «Nel consorzio CO.VE.RI. figura la Mestrinaro di Zero Branco (TV), attualmente sotto inchiesta per traffico illecito di rifiuti: per precauzione, qualsiasi decisione deve essere sospesa fino a quando la magistratura penale non si pronuncerà in merito»

 

Mercoledì 24 aprile 2013, a Mestre (VE) è stata convocata la Commissione Regionale di Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) per esprimere il parere sul progetto della discarica della ditta CO.VE.RI. in via delle Grazie a Lughignano, frazione di Casale sul Sile (TV).

 

Il sindaco di Casale, Stefano Giuliato, si è immediatamente opposto ed ha annunciato di voler coinvolgere il Ministero dell’Ambiente, se sarà necessario. Sono già state raccolte duemila firme dal comitato “No Discarica” in una petizione da consegnare all’esecutivo veneto, chiedendo che qualsiasi sia il parere tecnico della Commissione VIA, la Regione decida per il “no” all’impianto di Lughignano.

 

Contro l’impianto di Lughignano si sono già espressi il Comune di Casale e, a luglio, la Provincia di Treviso. Dopo il parere della Commissione VIA, l’ultima parola spetterà alla Giunta Zaia. Nel caso la Regione dovesse dare l’ok alla discarica, l’Amministrazione guidata dal Sindaco di Casale sul Sile ha già annunciato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR). 

 

Le precedenti due sedute della Commissione VIA si erano concluse con altrettanti rinvii. L’ultima, il 6 marzo scorso, era stata sospesa chiedendo all’Avvocatura regionale l’interpretazione autentica dell’articolo 32 della legge Regionale 3/2000, che esclude l’autorizzazione di nuove discariche nel territorio del Comune in cui ne esista già una. A Casale, infatti, in località Conscio, c’è un altro impianto, chiuso e sotto sequestro di cui si chiede la bonifica da tempo.

 

Nonostante l’assenza del parere dell’Avvocatura regionale richiesto, la Commissione VIA è stata convocata ugualmente. L’eurodeputato Andrea Zanoni, membro della Commissione ENVI Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo ha affermato: «Il progetto di discarica incide in modo gravissimo e irreversibile sull’ecosistema fluviale protetto e deve essere respinto dalla Commissione. Premessa la mia contrarietà all’impianto, va sottolineato che nel consorzio CO.VE.RI figura la Mestrinaro, che è al centro di un’inchiesta sul traffico illecito di rifiuti. Essendoci un procedimento penale in corso, per precauzione, ogni decisione in merito dovrebbe essere presa solo dopo il completamento delle indagini della Magistratura. Quest’atteggiamento cautelativo è adottato dalla stessa Commissione europea che, quando ci sono procedure penali in atto da parte della Magistratura di uno Stato membro, si esime da fare accertamenti sulla violazione del diritto comunitario. Va inoltre ricordato che nel giugno del 2007 uno dei titolari della Mestrinaro ha patteggiato una pena per reati simili a quelli dell'attuale indagine. Alla luce di questo, anche la Commissione Regionale VIA dovrebbe bloccare l’iter fino a quando la Magistratura penale non avrà terminato le indagini che riguardano un componente del consorzio».

 

«Sono al fianco del Comitato e dell’Amministrazione Comunale in questa battaglia per la legalità e la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini - ha concluso Zanoni - Se il progetto dovesse essere approvato, denuncerò il caso alla Commissione europea».

 

 

BACKGROUND

 

Mestrinaro nel consorzio CO.VE.RI.

 

Era l’11 aprile 2013 quando, con un  blitz ordinato dalla Procura Distrettuale Antimafia di Venezia, una cinquantina di carabinieri del NOE (Nucleo Operativo Ecologico) di Venezia e Treviso hanno sequestrato due capannoni  contenenti rifiuti pericolosi nell’azienda Mestrinaro di Zero Branco. 

 

Secondo le accuse, l'azienda comprava i rifiuti inquinanti da altre ditte come la Intesa 3 di Susegana Ponte e la Adriatica Strade Costruzioni generali. Poi, però, non li smaltivano ma li rivendevano come rifiuti inerti utilizzati per i sottofondi stradali tra cui, appunto, la terza corsia della A4. In tutto, la Mestrinaro avrebbe trattato 40 mila tonnellate di rifiuti illeciti. Indagate cinque persone: Lino e Sandro Mestrinaro, Italo Battistella, dipendente dell'ufficio ambiente della ditta di Zero Branco, Loris Guidolin di Adriatica e Maurizio Girolamo di Intesa 3.

 

 Il giudice per le Indagini Preliminari Antonio Liguori della Procura della Repubblica di Venezia, dopo due anni di indagini  dei carabinieri del NOE di Venezia, nel provvedimento con il quale ha concesso ai Pubblici Ministeri veneziani Terzo e Gava  di sequestrare 12.000 metri quadrati di cantiere e 4.000 metri cubi di rifiuti della Mestrinaro Spa di Zero Branco ha scritto: “Il misto cementato stabilizzato prodotto e venduto da Mestrinaro Spa come “Rilcem” è un semilavorato pericoloso per la salute e per l’ambiente: un rifiuto illecitamente e serialmente smaltito secondo un preordinato e strutturato disegno fraudolento e illecitamente e serialmente venduto a caro prezzo a terzi di buona fede”.

 

Dati sulla discarica.

 

Il progetto della discarica prevedrebbe 315 mila tonnellate di materiali in cinque anni, portati da una media di quindici camion al giorno. L’ente Parco Naturale Regionale del Fiume Sile, con una nota del 19 febbraio 2013, ha sottolineato quanto segue: “il progetto della discarica CO.VE.RI, ipotizzata a poche centinaia di metri dal confine ovest e perimetro amministrativo del Parco, non ha mai considerato e valutato le pesanti interferenze ecosistemiche con il Parco Naturale Regionale del fiume Sile, causate sia da carenze progettuali generali che da immissioni dirette della rete idraulica interna alla discarica nella rete idrologica di campagna afferente il fiume Sile”.

 

L’iter amministrativo della VIA, secondo l’Ente Parco, “non ha mai considerato la presenza di un’area fragile e significativa come quella del Parco del Sile, disciplinata da un apposito Piano Ambientale che governa un ampio territorio composto da 11 Comuni e 3 Province. Le carenze progettuali e le interferenze osservate vengono puntualmente descritte e restituiscono un quadro generale di potenziale e grave alterazione delle principali componenti naturali del Parco, istituito con legge Regionale 28.01.1991, numero 8, per tutelare il suolo, il sottosuolo, la flora, la fauna e l’acqua oltre a proteggere e valorizzare il bacino idrografico del Sile nella sua funzione di risorsa idropotabile”.

 

Zanoni relatore della nuova direttiva VIA.

 

A dicembre 2012, Andrea Zanoni è stato incaricato di redigere il rapporto sulla proposta della Commissione europea di modifica della direttiva 2011/92/UE sulla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) di determinati progetti pubblici e privati per conto della commissione ENVI. Si tratta di un rapporto fondamentale che si iscrive nel procedimento di modifica e aggiornamento della normativa sulla VIA alla base di tutte le opere con un alto impatto sull’ambiente in tutti i 27 Paesi Ue.

 

La nomina di relatore è arrivata per l’impegno in tema ambientale che è stato riconosciuto all’eurodeputato dall’Europa. Zanoni è intervenuto, infatti, innumerevoli volte denunciando alla Commissione presunte violazioni alla direttiva VIA nel contesto di interventi come ampliamenti di aeroporti (Canova di Treviso e Catullo di Verona), costruzione di centrali a carbone (Porto Tolle a Rovigo) e biomassa, nuove strade (Pedemontana, Passante Nord a Rovigo, Valdastico Nord a Vicenza) , escavazioni (Morganella a Treviso), discariche (Terra a Paese in provincia di Treviso).

 

 

 

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