Venezia, 31 ottobre 2018 - “Da lunedì prossimo i disastri ambientali e i danni agli animali selvatici non spariranno come per incanto, perciò auspichiamo che il divieto di caccia venga esteso per un’altra settimana”. È la richiesta che arriva dai componenti dell’Intergruppo per il benessere e la conservazione degli animali e della natura Andrea Zanoni (PD), Cristina Guarda (AMP) e Patrizia Bartelle (M5S, commentando, favorevolmente, il decreto 137 dello scorso 28 ottobre (VEDI IN ALLEGATO) ‘Stagione venatoria 2018/2019. Istituzione divieto temporaneo all'esercizio venatorio nell’intero territorio regionale in ragione delle eccezionali avversità atmosferiche previste nel periodo 29 ottobre - 4 novembre 2018. Art. 17 L. R. n. 50/1993’. 

 

“Il provvedimento parla chiaro, nell’intero territorio regionale non si può cacciare. Purtroppo c’è chi non se ne fa una ragione. Abbiamo ricevuto nella casella di posta elettronica una decina mail di altrettanti cacciatori, evidentemente indirizzati in modo maldestro da qualcuno, che ci chiedono di poter sparare, nonostante tutto. Ma come si può pensare alla caccia quando ovunque in Veneto ci sono territori in ginocchio, case e campagne allagate, foreste rase al suolo come la Val d’Assa nel vicentino, scuole e molte attività chiuse, migliaia di evacuati senza casa, migliaia di cittadini ancora senza energia elettrica e addirittura senza acqua potabile, per non parlare dei due morti e dei diversi feriti? Possibile che non riescano ad avere un briciolo di umanità e di sensibilità ambientale? Conforta il fatto che siano pochissimi, un pugno su un totale ben più numeroso, segnale anche questo del repentino declino della lobby estremista fin troppo rappresentata in Consiglio regionale”, attaccano i tre consiglieri dell’Intergruppo.

 

“Ricordiamo a questi fanatici che il divieto serve anche a evitare che la Protezione civile e Vigili del fuoco accorrano in soccorso cacciatori dispersi o incidentati, come accade frequentemente, distogliendo forze vitali per gli sfollati, e il tutto a carico del contribuente. Dal punto di vista ambientale, invece, vogliamo sottolineare come in tutto il Veneto si siano registrati alcuni segnali di ripresa che fanno ben sperare per la fauna selvatica. In particolare sin dalle prime ore dell’alba si è verificato un ‘passo’ eccezionale di allodole, un piccolo passeriforme migratore cacciabile che proveniente dal nord Europa migra versa il sud dello stivale, un passaggio continuo e pressoché ininterrotto evidentemente dovuto alla bella giornata di sole e alle precedenti settimane di maltempo che le avevano stremate e bloccato la migrazione. Un motivo in più per chiedere alla Giunta di allungare lo stop alla caccia di un’altra settimana”.


DPGR_2018_10_28_n_137.pdf