L'allarme è lanciato da un'indagine dell'Ispra. Ogni cinque mesi viene cementificata una superficie pari a quella della città di Napoli. Zanoni: “Il prossimo governo adotti le linee guida indicate da Bruxelles o ci troveremo a vivere su una lastra di cemento”

 
“Negli ultimi anni il consumo di suolo in Italia è cresciuto a una media di 8 metri quadrati al secondo. Invito il prossimo governo italiano ad adottare le misure indispensabili ad arrestare questo fenomeno secondo le linee guida di protezione del suolo e della biodiversità indicate dall'Europa”. E' il commento di Andrea Zanoni alla presentazione di un'indagine dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ISPRA. “Al Parlamento europeo abbiamo adottato delle relazioni che contenono una strategia concreta ed efficace per arrestare questo processo inesorabile che sta compromettendo il mondo e l’ambiente in cui viviamo”.

 

Secondo l'ISPRA, il consumo di suolo in Italia è passato dal 2,8 per cento del 1956 al 6,9 del 2010, con un incremento di 4 punti percentuali. In altre parole, sono stati consumati in media oltre 7 metri quadrati al secondo per più di 50 anni. Questo vuol dire che ogni 5 mesi viene cementificata una superficie pari a quella del comune di Napoli e ogni anno una pari alla somma di quella di Milano e Firenze. In termini assoluti, l'Italia e' passata da poco più di 8.000 chilometri quadrati di consumo di suolo del 1956 a oltre 20.500 nel 2010.

 

“Si tratta di dati impressionanti che evidenziano quanto il consumo del suolo in Italia sia ormai diventata un'emergenza – incalza Zanoni – Ciononostante cavatori e costruttori continuano imperterriti a varare progetti di cemento grazie alla sponda irresponsabile offerta da qualche amministrazione locale e regionale più prona ad accontentare i loro interessi che quelli dei cittadini”.

 
L'eurodeputato ricorda la relazione del 20 aprile 2012 collega eurodeputato Gerben-Jan Gerbrandy sulla protezione della biodiversità che, tra le varie misure, prevede “lo stop allo sfruttamento indiscriminato di foreste e territorio”. E poi la relazione “Stop Cemento 2050” per l'uso efficiente delle risorse approvata lo scorso maggio 2012 sempre dal Parlamento Europeo, con cui si prevede di azzerare la cementificazione dei terreni agricoli entro il 2050. “Si perché il problema è anche europeo, come evidenzia il rapporto Overview on best practices for limiting soil sealing and mitigating its effects presentato in Italia dalla Commissione Europea in occasione del convegno ISPRA, secondo il quale circa il 2,3 per cento del territorio continentale è oggi ricoperto da cemento”, aggiunge l'eurodeputato.

 
“Se il prossimo governo si dimostrerà superficiale al problema come hanno fatto i precedenti, ci troveremo a vivere su una lastra di cemento – conclude Zanoni – Anche per questo sarebbe auspicabile che a Bruxelles si sblocchi finalmente la direttiva Suolo ferma da anni in Consiglio”.

 
BACKGROUND

 

Secondo il rapporto ISPRA, negli ultimi anni il consumo di suolo in Italia e' cresciuto a una media di 8 metri quadrati al secondo. Si e' passati dal 2,8 per cento del 1956 al 6,9 del 2010, con un incremento di 4 punti percentuali. Il fenomeno e' stato più rapido negli anni '90, periodo in cui si sono sfiorati i 10 metri quadrati al secondo, ma il ritmo degli ultimi 5 anni si conferma comunque accelerato, con una velocità superiore agli 8 metri quadrati al secondo. Il lavoro dell'Ispra analizza i valori relativi alla quota di superficie "consumata" incluse aree edificate, coperture del suolo artificiali (cave, discariche e cantieri) e tutte le aree impermeabilizzate, non necessariamente urbane (infrastrutture). Escluse, invece, le aree urbane non coperte da cemento e non impermeabilizzate. Nel 1956 la graduatoria delle regioni piu' cementificate vede la Liguria, superare di poco la Lombardia con quasi il 5 per cento di territorio sigillato, distaccando - Puglia a parte (4 per cento) - tutte le altre. La situazione cambia drasticamente nel 2010: la Lombardia, superando la soglia del 10 per cento, si posiziona in vetta alla classifica, mentre quasi tutte le altre regioni (14 su 20) oltrepassano abbondantemente il 5 per cento di consumo di suolo.

  

Nel rapporto "Overview on best practices for limiting soil sealing and mitigating its effects", presentato per la prima volta in Italia dalla Commissione Europea durante il convegno Ispra, si legge che circa il 2,3 per cento del territorio continentale e' ricoperto da cemento. Dai 1.000 chilometri quadrati stimati nel 2011 dalla Commissione europea - estensione che supera la superficie della città di Berlino - circa 275 ettari al giorno (1990 e il 2000), si e' passati ai 920 chilometri quadrati l'anno (252 ettari al giorno) in soli 6 anni (2000 - 2006). Il risultato e' che nel 2006 ogni cittadino dell'Ue consuma 390 metri quadrati di suolo, vale a dire 15 metri quadrati in piu' rispetto al 1990. Di questi 390 metri quadrati, circa 200 sono effettivamente impermeabilizzati - coperti da cemento o asfalto - per un totale di 100.000 km (2,3%). L'Italia, con il 2,8 per cento di suolo consumato, risulta oltre la media europea (2006). L'impermeabilizzazione di per se', ricorda l'Europa, diminuisce molti degli effetti benefici del suolo.

  

 

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