A Monselice (PD), venerdì 19 aprile alle ore 21, presso il Complesso San Paolo in Piazza Mazzini

 

“Quale futuro per Monselice e la Bassa Padovana: un’area d’incenerimento e trattamento rifiuti o zona di sviluppo, di progetti, d’innovazione, di ricerca calibrati sul territorio” è il titolo della conferenza in programma per venerdì 19 aprile alle ore 21, presso il Complesso San Paolo in Piazza Mazzini a Monselice (PD). La serata è organizzata dai Comitati “Lasciateci respirare” – “E noi?” e vedrà la partecipazione dell’europarlamentare Andrea Zanoni del gruppo ALDE (Alleanza dei Liberali e Democratici Europei), membro della Commissione ENVI Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo.

 

Oltre a Zanoni, interverranno Francesco Miazzi del Comitato “Lasciateci respirare”, Paolo De Marchi del Gruppo Regionale dei Verdi, il Sindaco di Baone (PD) Francesco Corso, Gianni Saonara del Centro Studi Toniolo di Padova, Daniele Toniolo della CIA di Padova e Loredana Margutti del GAL patavino. Durante l’incontro, che vedrà anche la partecipazione dei Comitati locali, si affronterà anche l’interrogativo “È possibile uscire dalla logica della contrapposizione tra Lavoro - Salute - Ambiente?”.

 

«Sarà l’occasione per portare ancora una volta l’attenzione sugli impianti industriali e sui cementifici che da troppi anni inquinano la Bassa Padovana nel silenzio delle Amministrazioni - ha spiegato Zanoni - Nei tre cementifici tra Este e Monselice vengono bruciate ogni anno tonnellate di rifiuti a norma di legge: tutto il veleno immesso nell’atmosfera e che finisce nel cemento prodotto se lo beccano i cittadini. Per questo, lo scorso settembre ho appoggiato la fiaccolata organizzata proprio a Monselice “Per non morire di cemento”. Continuerò a stare al fianco dei comitati e dei cittadini che si battono per difendere la salute e l’ambiente».

 

Al termine della conferenza seguirà un dibattito con il pubblico.

 

BACKGROUND

 

Il decreto numero 22 del 14 febbraio 2013 “Utilizzo di combustibili solidi secondari (CSS) in cementifici soggetti al regime dell’autorizzazione integrata ambientale” è entrato in vigore venerdì 29 marzo 2013 e prevede la  possibilità di bruciare nei cementifici anche i rifiuti speciali. Nella relazione del Governo Monti è specificato, infatti, cosa sono i CSS: i combustibili solidi secondari possono essere prodotti a partire dai rifiuti urbani e dai rifiuti speciali.

 

Il decreto stabilisce le condizioni alle quali alcune tipologie di CSS cessano di essere rifiuti speciali e sono da considerare un prodotto, attuando l’articolo 184-ter, del Decreto legislativo152/2006 “Cessazione dalla qualifica di rifiuto”. Il testo aveva ricevuto il parere negativo, della Commissione Ambiente della Camera.

 

novembre 2012, Zanoni aveva denunciato la pericolosità per la salute pubblica del decreto già approvato dal Consiglio dei Ministri. A dicembre 2011, l’eurodeputato aveva presentato un’interrogazione alla Commissione europea per chiedere all’UE di abbassare i limiti di emissione dei cementifici, che immettono nell’atmosfera enormi quantità di inquinanti. Il Commissario UE all’Ambiente, Janez Potočnik, a gennaio 2012, aveva risposto per conto dell’Europa che “gli Stati membri devono adottare le misure necessarie a garantire che tutti gli impianti siano gestiti in modo tale da applicare tutte misure preventive idonee contro l’inquinamento” e che “l’incenerimento e il co-incenerimento dei rifiuti sono disciplinati dalla Direttiva 2000/76/CE . Detta direttiva comprende disposizioni speciali relative ai valori limite di emissione dei forni per cemento che utilizzano i rifiuti come combustibile normale o addizionale” (TESTO RISPOSTA).

Ad agosto 2012, con un’ulteriore interrogazione, Zanoni aveva  chiesto di verificare la compatibilità dell’utilizzo di questi cementi come materiali di costruzione di case ed ambienti di lavoro. A novembre 2012, il Commissario UE Potočnik aveva sottolineato che “il regolamento CE n. 1272/2008 relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele si applica al cemento e alle miscele che contengono cemento. L’articolo 11 del regolamento stabilisce che è necessario tenere conto di ogni impurità, additivo o singolo costituente identificato.

 

Qualora il cemento, a causa del suo processo di produzione, contenga sostanze pericolose in quantità tale da classificarlo come pericoloso, l’etichetta deve indicare i rischi identificati. Inoltre ai cementi nelle miscele di cemento si applicano elementi supplementari dell’etichetta per il tenore di cromo solubile. Entro aprile 2014 la Commissione dovrà valutare la necessità specifica di informazioni sulle sostanze pericolose contenute nei prodotti da costruzione, incluso il cemento, e vagliare l’opportunità di estendere ad altre sostanze l’obbligo di informazione di cui all’articolo 6, paragrafo 5, del regolamento sui prodotti da costruzione” (TESTO RISPOSTA).

 

Il 24 maggio 2012, il Parlamento europeo ha approvato la relazione Gerbrandy su “un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse” che invita la Commissione europea “a razionalizzare la normativa in materia di rifiuti, tenendo conto della gerarchia dei rifiuti e della necessità di ridurre quelli residui fino a raggiungere l’obiettivo RIFIUTI ZERO”. Per questo, il testo “chiede alla Commissione di presentare proposte entro il 2014 allo scopo di introdurre gradualmente un divieto generale dello smaltimento in discarica a livello europeo e di abolire progressivamente, entro la fine di questo decennio, l’incenerimento dei rifiuti riciclabili e compostabili”.

 

 

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