“Autostrada Valsugana e SPV Pedemontana Veneta: ci stanno rapinando la vita, la salute, il territorio” è il titolo della conferenza in programma per lunedì 29 aprile, alle ore 20.45, presso la Sala Comunale, sopra la farmacia, a Romano d’Ezzelino (VI). La serata è organizzata dall’europarlamentare Andrea Zanoni del gruppo ALDE (Alleanza dei Liberali e Democratici Europei), membro della Commissione ENVI Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo.

 

Oltre a Zanoni, che illustrerà le interrogazioni presentate alla Commissione europea sulla Pedemontana e sulla gestione da parte della Regione di procedimenti VIA relativi alle grandi opere, interverranno Francesco Celotto del Gruppo Grandi Opere Movimento 5 Stelle Veneto, che sarà il relatore de “Il Project Financing e le sue ricadute sulla finanza regionale”, Massimo Follesa del Comitato Veneto per una Pedemontana Alternativa (COVEPA) su “Chi paga? Da dove vengono i soldi? Perchè paghiamo sempre noi e il nostro territorio?” e Giampaolo Lorenzato Consigliere comunale di Romano d’Ezzelino e componente del comitato “No Autostrada Valsugana” sul tema “Chi vuole l’opera? A chi serve? Quali sono i veri interessi nascosti?”. Parteciperà alla serata anche il giornalista Marco Milioni coautore del libro “Strada Chiusa”, insieme a Celotto.

 

Durante l’incontro, che vedrà come moderatore il Direttore di Vicenza Più Giovanni Coviello, verrà fatto il punto della situazione sull’annosa vicenda della realizzazione della Superstrada Pedemontana Veneta, questione in merito alla quale l’Eurodeputato Zanoni è più volte intervenuto in sede europea.

 

«Ho avuto l’occasione di parlare con i residenti durante il sopralluogo che ho effettuato la scorsa estate. Mi sono trovato davanti ad un’opera d’impatto ambientale impressionante: una vera e propria cava lineare fatta grazie all’estrazione di migliaia e migliaia di metri cubi di ghiaia. La superstrada a pedaggio partirà da Montecchio Maggiore (VI) e arriverà a Spresiano (TV) (VIDEO) stuprando il territorio veneto e mettendo a rischio la salute dei residenti».

 

Al termine della conferenza seguirà un dibattito con il pubblico.

 

 

BACKGROUND

 

Il 22 marzo 2013, l’eurodeputato Andrea Zanoni ha presentato alla Commissione europea un’interrogazione per chiedere di aprire un’indagine sul corpo del contratto di concessione, progettazione, costruzione e gestione della Superstrada Pedemontana Veneta, che potrebbe violare la Direttiva 2004/18/CE sulle “procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi” per la clausola che prevede una compensazione economica da parte della Regione Veneto alla ditta costruttrice in caso di volume di traffico, e quindi di pedaggi, insufficiente.

 

A ottobre 2011, Zanoni aveva presentato una prima interrogazione alla Commissione europea volta a denunciare la dubbia utilità dell’opera e le difficoltà riscontrate dai comitati e dalle associazioni costituitesi in contrasto alla stessa ad accedere all’informazione ambientale sulla medesima. Il Commissario Ue all’Ambiente Janez Potočnik aveva risposto che “la Commissione ha avviato un’indagine su un’eventuale violazione delle disposizioni della direttiva 2003/4/CE” sull’accesso del pubblico all’informazione ambientale da parte del progetto sulla Pedemontana.

 

Il 23 luglio 2012, Zanoni aveva presentato una seconda interrogazione, volta a conoscere l’esito dei contatti intercorsi nel frattempo tra Commissione e Autorità Italiane in proposito e a chiedere la verifica della compatibilità del progetto con le Direttive n. 2000/60/CE in materia di acque, n. 92/43/CEE in materia di procedura V.INC.A. (Valutazione di Incidenza Ambientale) e infine nn. 85/337/CEE e 97/11/CE in materia di procedura V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale).

 

In risposta, il Commissario Ue all’Ambiente ha fatto sapere che “dopo aver ricevuto la risposta delle autorità italiane, la Commissione, nell’agosto 2012, ha chiesto ulteriori chiarimenti. La Commissione deciderà sul seguito da dare all’indagine, dopo aver ricevuto ed esaminato la risposta successiva attesa dalle autorità italiane. Per quanto riguarda la violazione delle Direttive 85/337/CEE e 92/43/CEE, la Commissione chiederà alle autorità italiane di precisare se tali Direttive siano state applicate al progetto, con particolare riguardo per l’impatto sulle acque sotterranee. Per quanto attiene all’applicazione della Direttiva 2000/60/CEin Italia, la Commissione sta esaminando se le informazioni contenute nei piani di gestione dei bacini idrografici d’Italia siano conformi alle norme della direttiva riguardanti lo stato chimico e quantitativo delle acque sotterranee”.

 

 

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