“Ci risiamo: ormai la Regione Veneto è una succursale della Russia. E’ molto grave e preoccupante che questa istituzione continui a saldare rapporti di stretta amicizia con un regime, quello di Vladimir Putin, che di democratico ha ben poco e che si distingue a livello internazionale per detenzioni arbitrarie, sparizioni forzate, torture e maltrattamenti. Senza trascurare le pesantissime ombre attorno all’abbattimento del volo MH17 della Malaysia Airlines avvenuto nel luglio 2014 nei cieli dell’Ucraina. Ma evidentemente per Ciambetti e i suoi colleghi putiniani la democrazia è un optional insignificante”.

 

A dirlo il consigliere regionale del PD, Andrea Zanoni, alla luce del viaggio in Russia del presidente del Consiglio regionale, Roberto Ciambetti, assieme al consigliere Stefano Valdegamberi, per partecipare al Forum Internazionale tra Parlamentari, su invito del presidente della Duma, il parlamento russo.

“Non è un caso che queste assenze coincidano con una sospensione dei lavori di Consiglio. Il tutto per andare ad ossequiare, con i soldi chissà di chi e non per la prima volta, un establishment da brividi, facendosi paladini del ritiro dell’embargo alla Russia.  Altro che Lega come forza antisistema: così come sta avvenendo a livello nazionale con Salvini al governo, il Veneto che dovrebbe essere autonomo si conferma capo cordata di un’operazione di vera e propria sottomissione. Anche a patto - conclude Zanoni - che l’obiettivo sia quello della difesa dell’export veneto, il risultato finale è disastroso: diventare vassalli di Putin. Altro che autonomia…”.