Andrea Zanoni (IdV) presenta interrogazione parlamentare alla Commissione europea: l'Italia attui i piani specifici di conservazione di 19 specie di uccelli a rischio altrimenti si chiuda subito la caccia nei loro confronti. Commissario Ue avverte: “A settembre niente caccia in deroga o scattano le sanzioni”

 

«L'Ue spinga l'Italia ad adottare prima possibile i piani specifici di gestione di 19 specie di uccelli a rischio a causa della caccia come previsto dalla direttiva comunitaria». Lo chiede Andrea Zanoni, Eurodeputato IdV e vice presidente dell'intergruppo benessere degli Animali al Parlamento europeo con un'interrogazione alla Commissione europea. “Questi uccelli sono a rischio a causa della caccia autorizzata in molte regioni italiane. Le autorità non si degnano nemmeno di rispondere ai solleciti delle associazioni e dell'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). Evidente la violazione della direttiva Ue Uccelli”.

 

Allodola, Moriglione, Pernice rossa, Coturnice, Pavoncella, Combattente, Canapiglia, Codone, Marzaiola, Mestolone, Moretta, Fagiano di monte, Pernice sarda, Starna, Quaglia, Frullino, Beccacia, Beccaccino, Tortora. Queste sono le specie che rientrano nella classificazione prevista dal Sistema SPEC (specie europee di interesse conservazionistico) sullo stato di conservazione degli uccelli europei elaborata da BirdLife International e che in Italia nonostante la loro popolazione sia in costante declino continuano ad essere cacciate accanitamente.

 

“La Direttiva Uccelli (2009/147/CE) stabilisce che gli stati membri adottino le misure necessarie per mantenere la popolazione di tutte le specie di uccelli ad un livello che corrisponde in particolare alle esigenze ecologiche, scientifiche e culturali, cosa che in Italia non è mai stata fatta – spiega Zanoni – Peggio ancora le autorità italiane, regionali e nazionali, non si sono nemmeno degnate di rispondere alla lettera del 12/03/2012 con cui alcune associazioni italiane (Amici della Terra, Animalisti Italiani, ENPA, Fare Verde, LAC, LAV, Legambiente, LIPU, VAS, WWF Italia) hanno evidenziato la violazione della direttiva Uccelli che stabilisce l’adozione di piani di gestione nazionali per le dette specie oggetto di caccia. Solo l'ISPRA ha risposto in data 19/03/2012 dando disponibilità alla redazione dei piani di gestione qualora vengano richiesti dalle pubbliche amministrazioni - aggiunge l'Eurodeputato - Senza i piani di gestione per queste 19 specie la caccia va chiusa immediatamente. Vorrà dire che l'unico modo per proteggerle sarà quello di farle inserire nell'allegato delle specie protette quando nel 2014 verrà revisionata la Direttiva Uccelli”.

 

“In questo modo l'Italia si affossa sempre di più nell'illegalità venatoria e si avvicina inesorabilmente alle multe che arriveranno presto da Bruxelles”, conclude l'Eurodeputato ricordando la lettera che il Commissario Ue all'Ambiente Janez Potočnik ha mandato il 25 maggio 2012 al Ministro italiano Corrado Clini avvertendolo dell'inevitabilità delle multe se, ad esempio, a settembre verrà autorizzata di nuovo la caccia in deroga in regioni come Veneto e Lombardia.

 

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