“La legge sulle cave che approda in Consiglio non è sicuramente quello che serve per preservare territorio e ambiente. Per questo abbiamo presentato una corposa manovra emendativa”. È quanto dichiarano il Consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni, relatore di minoranza, e il Capogruppo Stefano Fracasso a proposito del provvedimento che verrà discusso domani in Aula. “Tra i 62 emendamenti che abbiamo presentato, uno dei più importanti è quello relativo all’uso di materiali da recupero nella misura almeno del 30% per le opere pubbliche regionali, vincolando i finanziamenti pubblici. Inoltre dobbiamo preservare il patrimonio storico culturale veneto, garantendo quindi fasce di sicurezza minime più ampie per le ville e i monumenti. Occorre poi stoppare qualsiasi attività estrattiva sottofalda oggi esercitata in deroga, con revoca dell’autorizzazione. Infine le sanzioni: devono essere adeguate per essere efficaci, per cui ci opponiamo alla riduzione prevista dal testo approvato in Commissione”.

Ma le proposte del gruppo dem vanno oltre: “È necessario diminuire l’impatto dei ‘miglioramenti fondiari’ e vietare l’estrazione di ghiaia e sabbia nelle aree contaminate da Pfas. Con i nostri emendamenti vogliamo poi scongiurare la possibilità di aprire nuove cave, farle ripartire nel Parco Colli e l’impossibilità per i Comuni di effettuare in maniera efficace i compiti di controllo e vigilanza. Agli stessi Comuni chiediamo che venga riconosciuto un ruolo in tema urbanistico, così come alle Province per quanto riguarda la viabilità. Abbiamo l’occasione per fare un salto di qualità - affermano in chiusura Zanoni e Fracasso - e le nostre proposte vanno in questa direzione. Sono emendamenti di buonsenso, che la maggioranza dovrebbe condividere al di là delle appartenenze partitiche”.