“Le notizie di cronaca su incidenti legati alla caccia in Veneto, soprattutto nel trevigiano, ormai si moltiplicano: l'alta densità abitativa e l’alto numero di cacciatori che dimostrano di non voler rispettare le distanze e le norme, non consentono più l'esercizio della caccia in sicurezza. E’ necessario un giro di vite”.

A lanciare l’allarme è il consigliere regionale del PD e vice presidente della Commissione Ambiente, Andrea Zanoni.

“Bisognerebbe introdurre il numero chiuso dei cacciatori, - propone l’esponente democratico - ad esempio prevedendo la possibilità di cacciare ad anni alterni. Viste poi le nuove normative sulla caccia e sulle armi, bisognerebbe azzerare la licenza a tutti coloro che l'hanno conseguita più di dieci anni fa, obbligandoli a rifare gli esami. Andrebbero inoltre sostituite le ridicole sanzioni amministrative attualmente previste per chi non rispetta le distanze di sicurezza, con sanzioni penali e la revoca a vita della licenza”.

“Sono certo – prosegue Zanoni – che con misure più rigorose non si verificherebbero più episodi di inaudita gravità, come le minacce di alcuni cacciatori nei confronti di una comitiva di bambini down a Mareno di Piave o come gli spari contro una fagiana nel bel mezzo del cortile di una scuola media di Villorba, con i ragazzi presenti. Senza dimenticare la violazione di domicilio di padre e figlio, che pochi giorni fa a Mogliano Veneto si sono intrufolati in una proprietà privata con tanto di doppietta e di zuffa con chi, giustamente, cercava di allontanarli dal proprio terreno. E senza dimenticare che a Musile un cacciatore, che evidentemente ha violato il limite dei cento metri stabilito dalle norme di sicurezza, ha colpito una piccola piscina gonfiabile nel giardino di una villetta privata. E ancora le vicende della quindicenne di Ormelle che è stata ferita da una raffica di pallini mentre pedalava, o del consigliere comunale che a Conscio di Casale sul Sile è stato svegliato da tre spari esplosi sotto le finestre di casa, o del pensionato di Nervesa ferito alla gamba mentre andava a funghi”.

“E’ un elenco impressionante, relativo solo agli ultimi due mesi - conclude Zanoni – di fronte al quale trovo sconcertante che i rappresentanti dei cacciatori (Italcaccia e Anlc) ne approfittino per rilanciare la necessità di ampliare i confini e gli ambiti territoriali di caccia. Questo porterebbe ad un aumento ulteriore dei cacciatori per ogni ambito e, nei grandi numeri, chi viola la legge potrebbe farla franca ancora più facilmente di oggi. Ci vuole invece un giro di vite: su questo ho intenzione di interessare sia la Giunta regionale che i Prefetti, chiedendo maggiori e più incisivi controlli”.


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