“Con l’approvazione del Progetto di legge sugli appostamenti precari ad uso venatorio si dimostra definitivamente che Giunta e maggioranza sono ostaggio di Sergio Berlato, indiscusso leader dell’estremismo venatorio in Veneto”.

A dirlo il consigliere regionale del PD e vice presidente della III Commissione, Andrea Zanoni, commentando il via libera dato al PdL n.54 “Appostamenti precari ad uso venatorio”, che “prevede – sottolinea l’esponente democratico - l’esenzione dell’autorizzazione edilizia e paesaggistica per quanto riguarda gli appostamenti di caccia che, malgrado il termine ‘precari’, hanno tutte le caratteristiche e le dimensioni di vere e proprie costruzioni. Tanto è vero che arrivano ad avere una base di 4x3 metri con una superficie di 12 mq come una camera da letto, ed un’altezza che arriva ‘fino al limite frondoso degli alberi’, ovvero anche una ventina di metri”.

Secondo Zanoni “questa proposta di legge, se approvata dal Consiglio regionale, è destinata a fare la stessa fine della legge regionale 25/2012, che presentava a suo tempo contenuti del tutto simili a questo provvedimento e che fu impugnata prima dal Governo e successivamente cassata per incostituzionalità dalla Corte Costituzionale (sentenza n. 139 del 2013)”.

“Nel frattempo il ruolo del consigliere Berlato è sempre più dominante. La dimostrazione viene dal fatto che, in seguito ad alcune sue interrogazioni, la Giunta ha sconfessato un proprio dirigente e il proprio calendario venatorio approvato il 13 luglio scorso. Questo aumentando il limite di carniere per il Moriglione, (un’anatra migratrice in stato ‘vulnerabile’ secondo l’UE), portandolo da 5 capi giornalieri e 50 stagionali ad addirittura 15 capi giornalieri e 150 stagionali. La Giunta ha inoltre assecondato Berlato con la modifica del calendario venatorio in merito alle giornate di caccia in territorio vallivo e lagunare che il Piano Faunistico Venatorio, approvato con legge regionale, aveva fissato a 3. Ora il numero è stato portato a 5, come Berlato aveva sollecitato con un’interrogazione, nonostante un parere opposto del direttore della sezione Caccia e Pesca della Regione”.

“Purtroppo con queste norme – conclude Zanoni – prevalgono gli interessi di una piccola parte del mondo venatorio a discapito della legalità e della conservazione delle specie selvatiche. Con il rischio di una nuova procedura di infrazione dell’UE per la violazione della Direttiva ‘Uccelli’.


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