Domani la delibera sulla caccia in deroga viene votata dalla IV commissione del Consiglio Veneto. Andrea Zanoni (IdV): “Già pronto l'esposto alla Corte dei Conti per i consiglieri che voteranno sì. Che a pagare le multe dell'Europa siano loro e gli assessori della Giunta Zaia”

 

Domani (lunedì 8 ottobre) la IV commissione consigliare della Regione Veneto esaminerà la delibera di caccia in deroga a specie di uccelli come la peppola e le pispola. “Ecco che la Giunta Zaia ci riprova nonostante tutti gli avvisi e le lettere ricevute dall'Europa – attacca Zanoni, Eurodeputato IdV - Ho già pronto l'esporto alla Corte dei Conti con i nomi degli assessori che hanno presentato la delibera sulle deroghe per far pagare a loro le sanzioni che arriveranno da Bruxelles. Adesso mancano solo i nomi dei consiglieri che domani voteranno a favore di questo regalo illegittimo alla lobby dei cacciatori”.

 

Domani la delibera sulla caccia in deroga riceverà il parere della commissione consiliare competente per poi tornare in Giunta regionale per la definitiva approvazione.

 

Il progetto di delibera sulle cacce in deroga 2012-2013 presentato dalla Regione Veneto è stato giudicato in contrasto delle direttiva europee da parte della Direzione Ambiente della Commissione europea. Per questo se il Veneto proseguirà sulla strada della caccia in deroga, l'Italia finirà di nuovo di fronte alla Corte di Giustizia europea che sicuramente emetterà delle pesantissime sanzioni pecuniare, come scritto dal Commissario Ue Janez Potočnik al Ministro Corrado Clini a maggio scorso. "Il progetto di deroga per la stagione venatoria 2012-2013 predisposto dalla Regione Veneto presenta gli stessi vizi già dichiarati dalla Corte nella sentenza dell'11 novembre 2010 e nuovamente censurati dalla Commissione europea nella lettera di costituzione in mora inviata alla Repubblica italiana il 25 novembre 2011", si legge nella lettera inviata il 5 luglio 2012 dalla Direzione generale ambiente della Commissione europea alla Rappresentanza permanente dell'Italia presso l'Unione europea.

 

A questo proposito Zanoni ricorda di aver incontrato personalmente il 14 settembre il procuratore capo della Corte dei Conti di Venezia, Dott. Carmine Scarano, per valutare la possibilità di far pagare personalmente ai responsabili regionali le eventuali sanzioni europee sulla caccia in deroga. “La legge italiana, la 11 del 2005, prevede la rivalsa dello Stato nei confronti di quelle regioni che violando una legge comunitaria causano un danno economico, in questo caso le sanzioni europee”, spiega l'Eurodeputato. “Calcolatrice alla mano, e considerato che la multa è stata quantificata dal settimanale L'Espresso in oltre un miliardo di euro e sottraendo la fetta che spetterebbe alla Lombardia sempre per le deroghe, ogni assessore veneto che vota a favore della caccia in deroga potrebbe ricevere un conticino da pagare di 38,5 milioni di euro, cifra che andrebbe rivista a seconda di quanti consiglieri domani avranno la faccia tosta di votare Si a questa delibera illegittima e più volte bocciata dall'Ue”.

 

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