Andrea Zanoni (IdV) presenta un’interrogazione parlamentare alla Commissione europea per bloccare la caccia in deroga in Veneto e per far rispettare le sentenze della Corte di Giustizia Ue. “La Commissione europea intervenga urgentemente per fermare la caccia in deroga a specie protette approvata dalla regione Veneto facendo ricorso alla Corte di Giustizia Ue”. Lo chiede in un’interrogazione parlamentare Andrea Zanoni, Europarlamentare IdV. “La Commissione intraprenda tutte le azioni necessarie per costringere la Regione Veneto al rispetto della precedente sentenza della Corte di giustizia Ue contro la caccia in deroga compresa la possibilità di sanzioni pecuniarie”. Sotto accusa la delibera regionale n.1506 del 20/09/2011 che consente la caccia in deroga a specie protette (fringuelli, storni, peppole, pispole, frosoni, prispoloni) per i prossimi tre mesi. La delibera in oggetto non consente infatti nessun controllo reale su quanti uccelli si possano cacciare in deroga, tanto che ha ottenuto il parere negativo dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA). Inoltre la Regione Veneto è stata già riconosciuta responsabile dell’infrazione ai danni dell’Italia dalla Corte di Giustizia l’11 novembre 2010 per la violazione della Direttiva 2009/147/CE. Sempre sulla caccia in deroga, la Corte Costituzionale italiana il 4 ottobre 2011 terrà un’udienza pubblica su una causa contro una norma del 2010 della Regione Veneto. “Trovo vergognoso che la Giunta Zaia, invece di pensare ai veri bisogni dei cittadini veneti continui accanitamente ad approvare norme riconosciute illegittime in Europa sotto dettatura della lobby venatoria più ingorda ed estremista”, commenta Zanoni. Solo qualche giorno fa, Zanoni ha presentato un’interrogazione analoga alla Commissione europea per chiedere di intervenire in merito alla caccia in deroga approvata il 4 agosto 2011 dalla Regione Lombardia, anch’essa in contrasto con la normativa comunitaria. “Veneto e Lombardia sono strette da una morsa d’irregolarità e disprezzo sia degli animali selvatici sia delle normative europee. Questo deve finire una volta per tutte. A pagare le sanzioni dovute alle decisioni sprezzanti degli amministratori veneti e lombardi non devono essere i cittadini ma i responsabili di queste decisioni”.