“L’Ispra stoppa ancora la parte più estremista del mondo venatorio e boccia la caccia in deroga chiesta dalla Giunta Zaia. Che ogni anno ci riprova: inutilmente”. Il Consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni, in una nota, commenta così “la notizia del nuovo ‘no’ dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale sulla possibilità di sparare ad alcuni uccelli migratori: si tratta di piccole specie canore, protette in tutta Europa dalla Direttiva Uccelli. Il divieto dell’Ispra - prosegue Zanoni - consentirà di salvare fringuello, peppola, pispola, frosone, prispolone e storno: è stato ribadito che sono esemplari protetti e che tali restano: non può essere attuata nessuna deroga. In particolare, nelle motivazioni, si sottolinea come il concetto di ‘piccola quantità’ non sia applicabile alle specie appartenenti ai passeriformi, specialmente a quelle migratrici. Questo accanimento della Regione Veneto ha un che di maldestro, in quanto ogni volta si becca la stessa risposta. Sulla caccia in deroga sarebbe bene ‘mettere una pietra sopra’ in maniera definitiva, visto che già nel 2013 l’Italia rischiò una sanzione per la violazione della direttiva ‘Uccelli’, la 2009/ 147/CE, pari a circa un miliardo di euro, proprio a causa di Veneto e Lombardia, che invece continuano a insistere”.

“Trovo gravi - prosegue il Vicepresidente della Commissione Ambiente - le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Ciambetti sulla caccia in deroga nel corso del suo intervento al convegno Confavi, a cui ha partecipato con Berlato insieme agli assessori Pan e Corazzari e al capogruppo della Lega Finco, sostenendo come il Governo metta i bastoni tra le ruote alla Regione. Così facendo, si incitano i cacciatori a volere una pratica considerata bracconaggio dalla legge, come abbattere una pispola o un fringuello, e per cui sono previste sanzioni penali”.

“L’Ispra ha però risposto nel miglior modo possibile - aggiunge Zanoni - dando una bella mazzata a certi appetiti venatori che la Giunta Zaia continua a voler assecondare in maniera anacronistica, per puri interessi di bottega. La maggioranza a trazione leghista su certi temi diventa a ‘trazione Berlato’, incurante delle brutte figure che continua a fare, basti pensare alle impugnative del Governo contro la legge sul nomadismo venatorio e su quella relativa alle assurde e sproporzionate sanzioni, fino a 3600 euro, per chi disturba i cacciatori. E adesso, ecco la nuova bocciatura dell’Ispra, che è un bel respiro di giustizia e libertà”.