“Dopo la preapertura del 2 settembre, domenica 17 s’inaugura la stagione venatoria e si potrà sparare a una quarantina di specie. Un anno di siccità, con caldo record e altre avversità che hanno causato danni milionari all’agricoltura veneta, secondo la Regione non ha inciso minimamente sugli animali selvatici. Una visione assolutamente miope, smentita dall’agenzia governativa Ispra, che aveva chiesto drastiche limitazioni alla caccia a causa dello stremo in cui si trova gran parte della fauna. Tutte raccomandazioni che sono state assolutamente snobbate dal Veneto”. Ad affermarlo è il Consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni, alla vigilia della stagione venatoria 2017/2018.

 

“Domenica le nostre campagne probabilmente saranno inzuppate d’acqua per le recenti piogge - puntualizza l’esponente democratico - ma resteranno aride di cibo per gli animali selvatici a causa della siccità, non ci saranno bacche sugli alberi e sui cespugli, non ci saranno semi delle erbe selvatiche, pressoché nulla. La Regione non ha assolutamente ascoltato l’Ispra, che tra le altre cose chiedeva limitazioni di carnieri e di proteggere i rarissimi Combattente e Moretta. La Giunta Zaia ha detto no, nessuna pietà e perciò si potrà sparare come nulla fosse anche ad animali rari”.

 

“In tema di tutela della fauna selvatica siamo la vergogna d’Italia” rincara il Vicepresidente della commissione Ambiente. “Assistiamo a comportamenti irresponsabili ed irrispettosi anche dei pareri tecnici e scientifici di autorità riconosciute a livello mondiale come Ispra. È una scelta politica, la maggioranza a trazione leghista si è appiattita sulle posizioni estreme di una minoranza di cacciatori per accaparrarsi il loro voto, come testimoniano anche le numerosi leggi ad hoc, gran parte delle quali impugnate dal Governo perché incostituzionali. Ma questo alla Regione non interessa, tira dritto calpestando pure le norme europee di tutela della fauna selvatica. Eppure Zaia dovrebbe sapere che la maggioranza dei veneti è contraria alla caccia e vorrebbe addirittura l’abolizione”.