Bruxelles, 10-01-2012 Andrea Zanoni presenta un’interrogazione alla Commissione europea sui gravi casi di caccia illegale a uccelli protetti e con mezzi fuorilegge nell’area naturale del Delta del Po. “Grazie alla Giunta Zaia, il Veneto si sta trasformando nella patria del bracconaggio e dell’illegalità”. Zanoni chiede l’intervento dell’Ue per tutelare un’area d’interesse comunitario. “L’Ue intervenga a fermare il bracconaggio scatenato nell’area protetta del parco del Delta del fiume Po in provincia di Rovigo”, lo chiede Andrea Zanoni, Eurodeputato IdV, con un’interrogazione alla Commissione europea. “Il Veneto grazie ad uno politica scellerata di anni di gestione clientelare della caccia sta diventando la capitale europea del bracconaggio con conseguenze catastrofiche soprattutto per l’avifauna migratoria”. “Da anni nell’intera area del Delta del Po, le associazioni ornitologiche e di tutela ambientale come WWF, LAC, LIPU e LAV, denunciano gravissimi episodi di caccia illegale ai danni dell’avifauna migratoria – spiega Zanoni – Il WWF, in tutti i sopralluoghi effettuati, ha sempre riscontrato molti bracconieri in azione che, sicuri dell’assenza di vigilanza, utilizzano metodi di caccia illegali e sanzionabili penalmente come registratori e armi semiautomatiche con caricatore contenente più di due cartucce”. Guadate queste (FOTO) scattate il 7 gennaio 2012 dagli attivisti della LIPU nelle quali è ritratto un cacciatore che utilizza registratori da richiamo con tanto di altoparlanti, l’uso dei quali costituisce reato ed è perciò perseguito penalmente, il tutto in modo indisturbato e alla luce del sole dal momento che questi cacciatori, anche grazie ai controlli insufficienti della Provincia di Rovigo, si sentono al di sopra della legge. “Si tratta di un fenomeno che purtroppo negli anni non è affatto diminuito, anzi tutt’altro – continua l’Eurodeputato – Basti pensare che nel 2007 la Polizia provinciale di Rovigo ha sequestrato con un singolo controllo oltre 700 uccelli abbattuti. Il WWF ha inoltre più volte denunciato la presenza di numerosi appostamenti fissi di caccia all’interno del parco”. “Dal 2002 la Regione Veneto, con Galan prima e Zaia poi, in una folle corsa a chi offre di più ad una massa di cacciatori sempre più ingordi, ha legalizzato il bracconaggio nei confronti di specie protette tramite la truffa della caccia in deroga – attacca Zanoni - procurando una sentenza di condanna della Corte di Giustizia Ue di Strasburgo e un nuovo procedimento di infrazione che quasi sicuramente sfocerà in una nuova condanna con gravi sanzioni che purtroppo pagheranno i cittadini”. “Vittime dei bracconieri sono anche molti uccelli protetti, come la rara gru (Grus grus) – aggiunge il leader animalista – animali espressamente protetti dalla Direttiva Uccelli (2009/147/CE) secondo la quale sono fuori legge anche i metodi barbari utilizzati da questi cacciatori”. Zanoni ricorda che il parco del Delta del Po rappresenta un’importante zona di sosta, riproduzione e svernamento per uccelli migratori, in particolare acquatici, ed è per questo che la zona fa parte dei siti d’importanza comunitaria e delle zone di Protezione Speciale della Rete Natura 2000. “Come intende intervenire la Commissione europea per tutelare le specie protette del parco del Delta del Po e fermare per sempre le scorribande di questi bracconieri senza scrupoli? - chiede Zanoni, anche alla luce dei “scarsi e inadeguati controlli effettuati dalle autorità locali”. L’Eurodeputato ha anche scritto alla Provincia di Rovigo e alla Prefettura un dettagliato esposto con una richiesta di informazioni dati e spiegazione del perché non vengono presi i dovuti provvedimenti contro il bracconaggio dilagante nel delta del Po (vedi interrogazione).