“Un referendum è sempre un’opportunità per i cittadini di esprimere direttamente quello che pensano; resta però da chiedersi cosa in sostanza andranno davvero a decidere i veneti. Ci sono tante domande che devono trovare risposta, a partire da cosa accadrà il giorno dopo, nel momento in cui vinceranno i sì al referendum. Perché la vittoria è scontata, chiedere ‘volete più autonomia?’ è come chiedere ‘volete che vi abbassino le tasse?’. E allora per avere solo una conferma, potevamo accontentarci di un bel sondaggio e ce la saremmo cavata con 10mila euro”. A sostenerlo è il Consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni che commenta così la legge approvata ieri in aula sul referendum consultivo per l’autonomia del Veneto.

“Non è tutto oro quel che luccica. Dobbiamo stare attenti a non illudere i cittadini su quel che avverrà grazie alla consultazione - puntualizza il Consigliere - visto che la loro fiducia nei confronti delle istituzioni è già calata in modo netto: siamo passati dal 43% di cinque anni fa al 26% di oggi e in Veneto un cittadino su due non è andato a votare alle Regionali”.

“Emergono perplessità - prosegue Zanoni - anche su costi e modalità della comunicazione. Vorrei capire come verranno spesi questi soldi. Non è che ci ritroveremo ‘bombardati’ da spot nelle tv private o invasi da manifesti 6x3 lungo tutto le strade del Veneto, già visti nelle Regionali del 2015?. Infine, una provocazione: questa regione ha il tasso di consumo del suolo tra i più alti d’Europa, la minor percentuale di aree protette a parco in Italia, è stata condannata dalla Corte di Giustizia per la caccia in deroga di uccelli protetti, è stata l’unica Regione a consentire l’uso degli elicotteri per spargere i pesticidi nei vigneti. E ancora, abbiamo il più grande inquinamento in Italia per vastità, quello causato dai Pfas, dove le autorizzazioni erano regionali e dove i controlli dovevano essere regionali. Il Veneto è stato dipinto dalla relazione della Commissione Bicamerale sulle ecomafie come una Regione dove i rifiuti vengono spesso smaltiti in maniera illegale e illegittima sotto il manto stradale. E abbiamo anche un presidente che ipotizza di metter mano al Bilancio per risolvere la questione della Superstrada Pedemontana veneta, un project financing che doveva pagare il privato e non il pubblico. Quindi, stando a quel contratto, rischiamo anche la bancarotta. Senza dimenticare che in Veneto, in ambienti non proprio estranei alle Istituzioni regionali è nata la madre di tutte le tangenti, quella del Mose”.

“Per questo - conclude Zanoni - se andiamo a vedere la storia degli ultimi anni, mi verrebbe da dire: forse nel dare maggiore autonomia alla Regione, qualche rischio in più ai veneti glielo lo facciamo correre. Saremo veramente in grado di gestirla al meglio e nell’interesse dei cittadini?”.