“I veneti vogliono l’autonomia, ma non accettano di essere presi in giro. Per questo, se davvero vogliamo portare a casa dei risultati, occorre essere realisti e cercare un accordo con il Governo anziché lo scontro. Anche perché il curriculum della Regione, visto come ha agito nella gestione e nella difesa dei beni comuni, difficilmente passerebbe un esame”. Ad affermarlo è il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni che come tutto il gruppo non ha votato il Pdls 43, pur essendo favorevole all’autonomia, approvato oggi in aula.

“Gli esempi sono molteplici, dal caso Pfas con migliaia di cittadini contaminati a causa della falda acquifera più inquinata d’Italia, all’aria con un Piano regionale assolutamente insufficiente che ‘scarica’ tutto sui Comuni, passando per una legge di consumo del suolo piena di deroghe e l’asfalto di fuoco, con rifiuti tossici e pericolosi interrati illegalmente. E ancora – prosegue Zanoni - un’agricoltura che non dedica la necessaria attenzione al biologico e i tanti, troppi, provvedimenti pro-caccia che consentivano di sparare anche a specie protette”.

“Bisogna ammettere che finora la Regione non ha certo brillato negli anni in quelle competenze che la legge già le riconosceva – insiste il vicepresidente della commissione Ambiente – Anche per questo, credo, nonostante sia stato raggiunto il quorum, non c’è stato quel plebiscito che si aspettava il presidente Zaia. Dobbiamo riportare i cittadini ad avere fiducia nelle istituzioni: una trattativa vera con il Governo che permetta di raggiungere un risultato utile per i veneti va in quella direzione, alzare l’asticella delle richieste solo per farsi dire no e sfruttarlo in campagna elettorale in vista delle politiche rappresenterebbe invece una presa in giro e una grande occasione perduta”.