Svelati alla conferenza organizzata dall’on. Zanoni (IDV) i troppi buchi neri del progetto del gruppo Mosole sulla discarica di rifiuti di amianto.
La petizione di Paeseambiente raggiunge e oltrepassa le 4.000 firme


Si è tenuta venerdì scorso la conferenza organizzata dall’on. Andrea Zanoni – europarlamentare del gruppo ALDE e IDV, nonché Presidente di Paeseambiente – presso il BHR Hotel, a Quinto di Treviso, per dire “No” al ritorno dell’amianto a Paese. Con questa conferenza si è chiuso il ciclo di conferenze "Fermiamo i predoni del nostro territorio" iniziata il 12 aprile 2012 con la conferenza Ikea - Barcon, proseguita con la conferenza Elettrodotto Terna del 7 giugno e con quella del 29 giugno sul Piano di interventi di Paese, e conclusasi con questa sulla discarica di amianto Terra.


Alla presenza di un centinaio di persone sono intervenuti come relatori, oltre all’on. Zanoni, anche Alessandro Gualtieri, professore ordinario di Mineralogia presso il Dipartimento di Scienze della Terra di Modena e Reggio Emilia, che ha parlato di fronte ad una platea di un centinaio di persone, il dott. Valerio Mardegan, ex Sindaco di Paese, che ha ricostruito la battaglia legale del 2005 condotta dal Comune di Paese contro la discarica, nonché Mario Zanardo, portavoce di Paeseambiente, il quale ha ricostruito una interminabile serie di errori sulle analisi dei rifiuti, tutti a vantaggio della ditta di Mosole.


In particolare, il prof. Gualtieri ha ricordato quanto segue: 1) le attuali normative risultano incoerenti perché nel caso dell’amianto si consente di smaltire un rifiuto pericoloso in una discarica per rifiuti non pericolosi, quella che Gualtieri ha considerato un’area grigia nella nostra legislatura sui rifiuti; 2) è inevitabile che alcuni pacchi di rifiuti di amianto si possano rompere con il conseguente rilascio di fibre di amianto; 3) nel progetto del gruppo Mosole manca un piano di intervento in emergenza nel caso della rottura di uno di questi pacchi; 4) viene sottovalutato il fenomeno di accumulo di fibre di amianto che galleggiano sull’acqua in merito alle acque di dilavamento dei mezzi che trasportano il rifiuto di amianto; 5) questa discarica produce un rifiuto secondario, ovvero il percolato, che in caso di probabili fessurazioni può contaminare le falde acquifere; 6) viene previsto un tempo limitato relativo alla raccolta e allo smaltimento del percolato di amianto, quando invece lo smaltimento di questo liquido inquinato dovrebbe essere considerato e affrontato per sempre; 7) l’area dove Mosole vuole costruire la discarica viene considerata un’area primaria di tutela acquifera. Cosa potrà accadere tra 30-40 anni con questi terreni molto permeabili? 8) il PTRC (Piano Territoriale Regionale di Coordinamento) del 1992 prevede che in queste aree, considerate di ricarica degli acquiferi, non si possano smaltire in discarica rifiuti pericolosi; 9) nel progetto non viene detto dove verrà inviato il percolato della discarica e  con quali sistemi verrà trattato; 10) manca un piano di trattamento del percolato; 11) i tempi previsti di rilevamento delle fibre presenti nell’aria, pari a sole due ore, non consentono di esaminare in modo chiaro e completo la presenza delle fibre di asbesto; 12) esistono attualmente delle tecnologie alternative allo smaltimento di rifiuti di amianto in discarica, in Francia ad esempio dal 1999 esiste un impianto di vetrificazione dell’amianto dal quale si ottiene anche del materiale inerte utile nei lavori di edilizia; 13) esistono pertanto delle tecnologie alternative alla discarica che sono sicure e consentono di non avere negli anni tutte quelle problematiche che le discariche lasciano ai posteri.


Zanoni ha dichiarato, in conclusione della serata, che quanto detto dal prof. Gualtieri è un’ulteriore conferma che la discarica costituirebbe un danno per la salute e per l’ambiente. Zanoni ha poi ricordato l’importanza della petizione di Paeseambiente grazie alla quale i cittadini possono far sentire la loro voce in difesa della propria salute, del proprio territorio e dell’ambiente, rivolta alle Autorità comunali, provinciali, regionali, statali e comunitarie.


“I cittadini questa volta hanno capito subito che la discarica non si deve fare, ciò è dimostrato anche dal numero delle firme già raccolte da Paeseambiente con la petizione contro la discarica, ovvero oltre 4 mila firme in meno di un mese” conclude Zanoni.


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