(Arv) Venezia 16 set. 2015 - “L’oasi e zona umida di San Michele Vecchio a Quarto d’Altino si trova in condizioni di abbandono che la mettono a serio rischio di scomparsa. Un degrado dovuto alla completa mancanza di manutenzione da parte dell’Ente Parco del Sile che ne detiene la proprietà: col risultato che questo prezioso ambiente naturale fluviale è un ambiente derelitto. Si tratta di una vicenda grave, anche perché la Regione ha classificato l’area come Zona a protezione speciale e Sito di importanza comunitaria”: l’allarme viene lanciato attraverso un’interrogazione alla Giunta dai consiglieri regionali del PD, Andrea Zanoni, Francesca Zottis e Bruno Pigozzo. Gli esponenti di area Dem esprimono la loro preoccupazione segnalando che “ormai i sentieri di visita sono diventati pericolosi ed inagibili da parte di giovani, ragazzi ed altri visitatori. Contemporaneamente si assiste alla trasformazione da zona paludosa a boschiva, con l’invasione di piante infestanti come il rovo. I mancati interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria non possono essere giustificati dall’Ente Parco con la mancanza di fondi: la Regione infatti, tra 2013 e 2014 ha stanziato 100 mila euro che, purtroppo, non sono stati ancora utilizzati e che verranno persi se non verranno usati entro la fine del 2015”.

“L’inerzia dell’Ente Parco è palese”, dicono i tre consiglieri del PD, “L’Ente ad oggi ha provveduto solo al formale avvio dell’iter per l’affidamento dell’incarico, alla Sezione Bacino idrografico Piave Livenza sezione di TV - ex Genio civile di TV - per il progetto di recupero. Ma manca una definizione chiara sulle criticità ambientali e sulla natura degli interventi da realizzare per la tutela e la conservazione dei delicati equilibri ecologici”.

Di qui la richiesta alla Giunta di “intervenire per la stesura di un esaustivo progetto di recupero entro l’autunno. Ci chiediamo se non sia il caso, a questo punto, che la Regione proceda attraverso le proprie strutture amministrative per ovviare alla manifesta inerzia operandi dell’Ente parco. Sarebbe infine opportuna – concludono Zanoni, Zottis e Pigozzo - una verifica contabile sull’operato della dirigenza dell’Ente per rendere note tutte le difficoltà che hanno determinato il mancato avvio del progetto di salvaguardia del sito, di importanza comunitaria, di San Michele Vecchio”.


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