(Arv) Venezia 3 lug. 2015 - La Giunta intervenga per il riordino delle funzioni delle Province del Veneto e preservare, tra l’altro, il bagaglio e le funzioni di vigilanza ittico-venatoria-ambientale. Lo chiede con un’interrogazione presentata oggi il consigliere regionale del PD, Andrea Zanoni, facendo riferimento alle disposizioni previste dal decreto legge 78/2015, entrato in vigore lo scorso 20 giugno, attraverso il quale (art. 5) viene previsto lo smantellamento dei Corpi di Polizia Provinciali, con la mobilità imposta al personale di appartenenza verso i Comuni, che presentano piccoli vuoti di organico. “In Veneto – precisa in una nota l’esponente democratico - gli ufficiali e gli agenti delle Polizie provinciali vantano competenze ultraventennali di vigilanza su materie delicatissime, dallo smaltimento dei rifiuti alla difesa del suolo, dalla qualità dell’aria fino all'inquinamento acustico e delle acque. Senza dimenticare il settore della caccia e della pesca, il contrasto al bracconaggio e la tutela della fauna selvatica. Ora questo patrimonio è messo a rischio di smantellamento. E il governo veneto, che su questa vicenda si è mostrato disinteressato, ha ora il dovere di intervenire urgentemente”. “Siamo ad un passo – ribadisce Zanoni - dal perdere un Corpo che in Veneto conta 220 guardie e che, per l’alto livello di specializzazione e competenza, non è di fatto sostituibile, se non correndo rischi ambientali incalcolabili e persino con risvolti di infrazione al diritto ambientale europeo, vista la sostanziale impossibilità di realizzare una soddisfacente vigilanza sulla corretta applicazione delle norme ambientali comunitarie”. L’esponente democratico punta quindi l’indice sul governo Zaia: “Il Veneto figura tra le nove Regioni a statuto ordinario che non hanno ottemperato al termine del 31 dicembre 2014 per legiferare in materia di riordino delle funzioni provinciali, risultando ancor oggi inadempiente. Questo – conclude Zanoni - ha aggravato in modo pesante il quadro di incertezza sul futuro, anche perché il decreto legge entrato recentemente in vigore prevede un generico transito nei ruoli delle Polizie municipali del personale di Polizia provinciale, senza precise garanzie occupazionali di completo assorbimento degli addetti nei Comuni”. Di qui il pressante invito di Zanoni alla Giunta regionale ad “intervenire con il riordino delle funzioni provinciali in Veneto per preservare il bagaglio e le funzioni di vigilanza ittico-venatoria-ambientale. Questo anche attraverso l'assorbimento diretto di personale delle Polizie provinciali, come ha già legiferato il Consiglio regionale della Lombardia e si appresta a fare quello del Piemonte”.

 

TESTO DELL'INTERROGAZIONE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO

DECIMA LEGISLATURA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA N.

 

TUTELA DELL'AMBIENTE E DELLE RISORSE NATURALI: SALVAGUARDARE RUOLI E FUNZIONI DELLE POLIZIE PROVINCIALI, SCONGIURARNE LO SMANTELLAMENTO.

presentata il 3 luglio 2015 dal Consigliere Andrea Zanoni

       Premesso che:

-             lo scorso 20 giugno è entrato in vigore il decreto legge 78/2015 (contenente disposizioni urgenti in materia di enti territoriali) attraverso il quale, all'art. 5, viene previsto lo smantellamento dei Corpi di Polizia Provinciali, con la mobilità imposta al personale di appartenenza verso i Comuni che presentano piccoli vuoti di organico;

-             gli ufficiali e gli agenti di Polizia Provinciale vantano competenze ultraventennali, nell'ambito di vigilanza sul territorio, su materie molto delicate quali: lo smaltimento dei rifiuti, la difesa del suolo, la tutela della qualità dell'aria, l'inquinamento acustico e delle acque, la vigilanza su caccia e pesca, il contrasto al bracconaggio e la tutela della fauna selvatica;

-             in riferimento al Veneto, si tratta di competenze che si sommano alla conoscenza storica del territorio regionale e di ambienti particolari ed unici, come ad esempio la zona montana e la laguna veneta;

-             le attività delle Polizie Provinciali del Veneto sono in particolar modo preziose, dal punto di vista delle funzioni di monitoraggio e sorveglianza, nelle aree della Rete Natura 2000 (zone SIC e ZPS), in molte delle quali sono già attuativi importanti progetti finanziati dalla UE;

-             un'altra situazione di rilievo è quella della Polizia provinciale di Verona che è attivamente coinvolta ed impegnata nei progetti di studio/monitoraggio/controllo sulla ricomparsa dell'orso e del lupo (progetto europeo Life 'Wolfapls').

-             nel loro complesso le funzioni svolte dalle Polizie Provinciali in Veneto vanno considerate come essenziali e fortemente specializzate;

-             allo smantellamento del Corpo non troverebbe seguito alcuna adeguata sostituzione e dunque tali funzioni e compiti esclusivi resterebbero scoperti, con rischi ambientali incalcolabili e persino con risvolti di infrazione al diritto ambientale europeo, vista la sostanziale impossibilità di realizzare una soddisfacente vigilanza sulla corretta applicazione delle norme ambientali comunitarie.

Considerato che:

-             la Regione Veneto, dove operano circa 220 guardie provinciali, figura tra le nove regioni a statuto ordinario che non hanno ottemperato al termine del 31 dicembre 2014, di cui alla legge 7 aprile 2014 n. 56, per legiferare in materia di riordino delle funzioni provinciali, risultando ancora ad oggi inadempienti;

-             la Giunta Regionale del Veneto, nella precedente legislatura, aveva approvato in data 29 dicembre 2014 un disegno di legge regionale (non votato in Consiglio Regionale), ed inviato in data 31 dicembre 2014, all'Osservatorio Nazionale presso il Ministero Affari Regionali, la mappatura del personale e delle funzioni degli enti di area vasta;

-             la circolare 29 gennaio 2015 dei Ministeri Funzione Pubblica ed Affari Regionali, tra l'altro oggetto di conflitto di attribuzione sollevato dalle regioni Puglia e Campania davanti la Corte Costituzionale, individua il personale di Polizia provinciale come 'soprannumerario' rispetto alle funzioni fondamentali delle Province e della Città Metropolitana, benché in realtà questo svolga compiti direttamente e trasversalmente correlati alla tutela dell'ambiente e alla regolazione della circolazione stradale, ossia due delle funzioni fondamentali rimaste proprio in capo agli enti di area vasta ai sensi della suddetta legge 56/2014;

-             l'art. 5 del decreto legge 78/2015, entrato in vigore il 20 giugno 2015, stravolge le precedenti previsioni della legge 'Delrio' per quanto attiene ai compiti di Polizia provinciale, in quanto l'accordo attuativo Stato-Regioni dell'11 settembre 2014 rinviava il destino delle Polizie provinciali all'esito del disegno di legge-delega sul Riordino delle Pubbliche Amministrazioni, attualmente all'esame della Camera (atto C.3098);

-             ora, invece, il decreto legge 78/2015 prevede un generico transito nei ruoli delle Polizie municipali del personale di Polizia provinciale, senza precise garanzie occupazionali di completo assorbimento degli addetti nei Comuni;

-             in tal modo si viene a vanificare l'esperienza professionale di operatori di Polizia giudiziaria specializzati in accertamenti nel settore ambientale e di tutela delle risorse naturali che in Veneto, spaziando dalle Dolomiti alla laguna, hanno garantito una presenza di vigilanza continuativa nel tempo e ottimamente distribuita nello spazio;

-             la Polizia Provinciale, molto spesso, ha inoltre svolto un ruolo di rappresentanza istituzionale in aree rurali e montane disagiate, in cui gli agenti delle Amministrazioni Provinciali hanno di fatto espletato un ruolo prezioso di polizia di prossimità per le comunità residenti;

-             il Corpo Forestale dello Stato in molte zone, soprattutto di pianura, non è sostanzialmente presente.

Tutto ciò premesso il sottoscritto consigliere

chiede al Presidente della Giunta regionale

se e quali iniziative, alla luce della normativa nazionale ancora inattuata, intenda adottare per un generale riordino delle funzioni provinciali nella Regione Veneto. Questo al fine di preservare il bagaglio e le funzioni di vigilanza ittico-venatoria-ambientale, scongiurandone l'annullamento dentro le Polizie municipali, attraverso idonee disposizioni regionali, anche attraverso l'assorbimento di personale delle Polizie provinciali, come già legiferato dal Consiglio Regionale della Lombardia lo scorso 30 gennaio 2015 e come si accinge a fare il Consiglio Regionale del Piemonte attraverso la discussione di analogo Progetto di Legge della Giunta piemontese.