(Arv) Venezia 24 set. 2015 - “Ho chiesto all’assessore Bottacin di sentire gli uffici della Commissione Europea - Direzione ENVI - in merito ad un parere sulla modifica del Piano di Tutela delle Acque, ciò per evitare nuove procedure di infrazione”.

Lo dichiara in una nota il consigliere regionale del PD, Andrea Zanoni, vice presidente della Commissione ambiente, che nella seduta odierna ha dato parere favorevole al provvedimento di Giunta per le “Modifiche e adeguamenti del Piano regionale di Tutela delle Acque”.

“L’Italia, - scrive l’esponente democratico - grazie anche alle politiche del Veneto di attuazione della direttiva UE ACQUE n.60, oggi è sottoposta a ben due procedure di pre-infrazione, i cosiddetti EU PILOT. Le modifiche licenziate oggi – spiega - sono troppo di manica larga: vengono, infatti, posticipati addirittura al 2018 termini già scaduti nel 2014 per raggiungere certi obiettivi di tutela dei corsi d’acqua e delle falde acquifere. Poi viene prevista una deroga al minimo deflusso vitale, necessaria a tutelare i fiumi e la loro biodiversità: ovvero il minimo di acqua che deve passare per evitare le secche. Viene perciò aggiunta una deroga all’obbligo di mantenere sempre un minimo deflusso vitale, che non è prevista né dalla Direttiva UE 60 , ne dalle norme statali”.

“Mi auguro che Bottacin segua il consiglio di avvalersi del parere della Commissione Europea - Dip. ENVI Ambiente, evitando di far correre rischi all’ambiente e soprattutto alle tasche dei cittadini con inutili, ma probabili sanzioni della Corte UE. La modifica del Piano è passata in commissione solo per un parere: chi lo approva è la Giunta. Perciò – conclude Zanoni - sarà Bottacin responsabile di seguire le indicazioni della Commissione, ma anche di WWF Veneto, CIRF, Legambiente Veneto, intervenuti in audizione e anche con contributi scritti”.


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