Venezia 24 apr.  2018 -      “Gli incendi nei centri di trattamento rifiuti stanno diventando una preoccupante ‘abitudine’ in Veneto. Occorre intervenire in maniera decisa perché non si può parlare di casualità: o le aziende non applicano in maniera corretta le norme sulla sicurezza e la prevenzione, oppure siamo di fronte a un disegno criminale”. A dirlo sono i consiglieri del Partito Democratico Andrea Zanoni e Francesca Zottis commentando quanto accaduto alla Se.Fi Ambiente di San Donà di Piave, specializzata nella gestione di rifiuti nel Veneziano e nel Trevigiano: “Un capannone di 5mila metri quadri andato a fuoco, con le operazioni di spegnimento delle fiamme proseguite per tutta la notte – notano i due esponenti del Pd -  Per fortuna l’analisi dei primi due campioni di aria, secondo quanto riferito dal sindaco, hanno dato un esito confortante, sebbene sia stato consigliato di stare al chiuso e di non consumare ortaggi coltivati entro un raggio di 500 metri. Sembra che non ci siano stati né gravi danni, grazie al pronto intervento degli operatori che ringraziamo, né dolo. La sostanza però non cambia. Questi episodi si ripetono con troppa frequenza, l’ultimo nel Veronese appena 10 giorni fa, e troppo spesso sono di origine dolosa. Non possiamo ancora sottovalutarli: il procuratore nazionale Antimafia Federico Cafiero De Raho nel corso di un convegno a Treviso aveva parlato di ‘modalità tipica delle mafie, e della ‘ndrangheta in particolare, per intimidire ed estorcere denaro’. Anziché tagliare nastri e preoccuparsi solo del Prosecco, Zaia e i suoi assessori dovrebbero interessarsi del fenomeno con maggiore attenzione. Abbiamo presentato, e continueremo a farlo, numerose interrogazioni per sollecitare verifiche serie e urgenti sulle attività di questi centri. Anche perché – concludono Zanoni e Zottis - oltre al danno economico ce n’è un altro non meno importante riguardante la salute dei cittadini: gli incendi liberano nell’aria sostanze nocive, l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno in una delle aree più inquinate d’Europa e in un Paese che è la maglia nera, con quasi 90mila morti annue legate alle conseguenze dello smog”.