Venezia, 29 ott. 2018 - “La Giunta deve intervenire per fermare l’irresponsabile spreco di uva, distrutta per eccesso di produzione. Buttar via del cibo è uno schiaffo inaccettabile alle tante, troppe, persone indigenti”.

Lo chiede il consigliere regionale del Partito Democratico, Andrea Zanoni, che informa di “essere primo firmatario di una Mozione, sottoscritta dal Gruppo consiliare del Partito Democratico, per chiedere alla Regione Veneto di impegnarsi per fermare la distruzione dell’uva in eccesso. Sul caso, avevo già depositato un’interrogazione due settimane fa”.

 

“Grazie al clima particolarmente favorevole e ai generosi finanziamenti della Regione che hanno consentito di ampliare a dismisura le superfici viticole, la produzione è aumentata in maniera considerevole – spiega il Vicepresidente della Commissione Ambiente - Ma non tutta l’uva può essere utilizzata e la soluzione più semplice per smaltirla è stata quella di distruggerla con vendemmiatrici meccaniche”.

“Il nostro territorio e l’ambiente sono già compromessi per il proliferare dei vigneti – sottolinea l’esponente dei Democratici - una coltivazione impattante a causa del ricorso massiccio ai pesticidi e agli sversamenti illegali nei corsi d’acqua, episodi che si sono moltiplicati nelle ultime settimane, specialmente nell’area che va da Valdobbiadene a Conegliano”.

“È necessario porre un freno - aggiunge il consigliere Dem - a maggior ragione se poi la produzione in eccesso deve essere gettata via. Per evitare inaccettabili sprechi, per esempio, la Regione potrebbe consentire alle aziende agricole di stringere accordi con le associazioni di volontariato che si occupano di assistenza agli indigenti, a cui destinare l’uva, anziché distruggerla”.

 

“Questo - conclude Andrea Zanoni - in attesa di una ormai inevitabile revisione complessiva delle politiche di sostegno al settore vitivinicolo, che ha raggiunto dimensioni industriali, provocando squilibri economici e negli ecosistemi di un territorio fragile, anche con problemi di assetto idrogeologico”.