“Sulla gestione del lupo, la maggioranza continua a essere in confusione totale: l’Assessore Pan si rallegra del nuovo rinvio, in Conferenza Stato-Regioni, del Piano nazionale perché non consentiva di sparare subito, subordinando le autorizzazioni agli abbattimenti all’adozione di strumenti di prevenzione, mentre Zaia, pochi mesi fa, si era chiaramente espresso contro ogni uccisione. Siamo davvero alla schizofrenia istituzionale, oltre alla dimostrazione di incapacità amministrativa di questa maggioranza che è voluta a ogni costo uscire dal progetto ‘WolfAlps’, perdendo così importanti fondi europei”. Le parole sono del consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni, che commenta così “l’ennesimo stop in merito alla discussione del Piano nazionale di gestione e conservazione del lupo, a causa del mancato accordo tra le Regioni, evidenziando le contraddizioni della Giunta Zaia”.

“Se il piano fosse stato approvato con l’esclusione del capitolo/abbattimenti – sottolinea l’esponente dei Democratici - gli allevatori avrebbero potuto beneficiare di ventuno azioni di prevenzione incruenti ed ecocompatibili, previste dal Piano. Grazie al no di una minoranza di Regioni, l’approvazione del piano è stata, invece, rinviata a chissà quando, visto che il Governo è in scadenza. Purtroppo, alcune Regioni come il Veneto, assieme a Toscana, Valle d’Aosta, e le Province Autonome di Trento e Bolzano, volevano poter sparare subito”.

“L’inadeguatezza della Giunta Zaia anche su questa materia – puntualizza il consigliere Dem - sta emergendo in maniera netta: in estate, il Ministero dell’Ambiente ha bocciato il Piano regionale del Veneto sul lupo, che prevedeva misure quasi ridicole come catture e sterilizzazioni, come se si trattasse di cani randagi, bocciatura che faceva seguito a quella dell’Ispra nel 2014 per gli stessi motivi”.

“Per affrontare il tema della gestione e del contenimento, e contrastare le predazioni – osserva Zanoni - serve un approccio scientifico, oltre a non buttar via le risorse già a disposizione”.

“E invece – conclude Andrea Zanoni - ricordiamo la testardaggine con cui la maggioranza è voluta uscire dal progetto ‘UE WolfAlps’, rinunciando ai fondi europei fondamentali per la prevenzione. Gli allevatori, infatti, non avranno né recinzioni elettriche né cani pastori, mentre i tempi per ottenere gli indennizzi si allungheranno ulteriormente”.