“Davanti alla verità, il consigliere Berlato si trova disarmato. E per questo motivo, visto il suo amore per le doppiette, ha sviluppato una fastidiosa allergia. Così, ora va all’attacco del censimento dei cinghiali perché i numeri potrebbero smentire le sue fantasie: altro che 14.000 esemplari.” Questo il commento, affidato ad una nota, del consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni che “replica così all’esponente di Fratelli d’Italia che, in merito all’iniziativa andata in scena domenica scorsa all’interno del Parco Colli, ha minacciato di tagliare i finanziamenti ai Comuni qualora non intervenissero modifiche sostanziali al perimetro delle aree protette”.

 

“È grave – osserva l’esponente dei Democratici - che un accanito cacciatore come lui sbagli completamente mira, prendendosela con gli ambientalisti per i censimenti dei cinghiali, quando invece a promuovere, calendarizzare e organizzare queste giornate è stato l’Ente Parco dei Colli Euganei; stavolta Sergio Berlato ha proprio ‘preso un granchio’, uno scivolone, questo, che non è certo passato inosservato, ma il consigliere di FdI-AN-MCR tira dritto incurante della verità”.

“Stessa cosa – continua Zanoni - per l’allarme provocato da fenomeni di bracconaggio, abusi di caccia, danni a persone e animali a causa della caccia, denunciati da una interrogazione del Partito Democratico, con il sottoscritto che è stato primo firmatario. I numeri evidentemente infastidiscono Berlato: non accetta critiche, anche se le peggiori accuse non provengono da noi ma dall’Ispra e dal Ministero dell’Ambiente che, all’interno del Piano Nazionale Antibracconaggio, hanno evidenziato i grossi problemi che il Veneto palesa in materia”.

 

“Messo all’angolo – chiosa Andrea Zanoni - Berlato reagisce attaccando, ma le sue minacce non fanno più paura a nessuno. Questa volta, anche i sindaci del Parco Colli gli hanno risposto per le rime. Inoltre, il consigliere Berlato ha dovuto fare retromarcia in aula consiliare, dopo i malumori provocati in seno alla stessa maggioranza per colpa delle paradossali sanzioni inflitte a chi turba i cacciatori, da 3600 euro, introdotte con la L.R. n. 1 del 17 gennaio 2017 ‘Norme regionali in materia di disturbo all'esercizio dell'attività venatoria e piscatoria’, presentando una nuova Legge in materia, questa volta che punisce i cacciatori che sparano in prossimità delle abitazioni”.