Venezia, 25 set. 2018 - “L’ambiente e la salute umana non hanno bisogno della cura del piombo, anzi. Eppure, ogni anno, nel territori dell’Unione Europea, se ne disperdono e accumulano oltre 30 mila tonnellate, per colpa delle munizioni usate nella caccia e nei poligoni di tiro. Uno studio svolto dall’Agenzia europea per le sostanze chimiche (Echa), per conto della Commissione europea, pubblicato lo scorso 12 settembre, e ripreso subito da ‘Le Monde’, ha stimato che fino a due milioni di uccelli l’anno muoiono per avvelenamento da piombo, o ingerendo direttamente i granuli o da contaminazione secondaria, come nel caso dei rapaci”.

Le affermazioni sono del consigliere regionale del Partito Democratico, Andrea Zanoni, che informa “di aver presentato una interrogazione alla Giunta, sottoscritta dalle colleghe Cristina Guarda della Lista AMP e Patrizia Bartelle del Movimento Cinque Stelle, in cui chiedo di intervenire per salvaguardare la salute delle persone, degli ecosistemi, dell’ambiente e della fauna selvatica”.

“Il piombo è sempre pericoloso – ribadisce l’esponente dei Democratici -  non esiste una soglia di tossicità prestabilita, oltre la quale è dannoso. Lo studio dell’Echa (https://echa.europa.eu/-/echa-identifies-risks-to-terrestrial-environment-from-lead-ammunition) rappresenta un allarme a 360 gradi: è scritto, infatti, come l’accumulo nell’ambiente rappresenti un rischio di contaminazione delle fonti d’acqua e che pure il consumo della selvaggina abbattuta è problematico in quanto, anche pulendo i pallini dalla carcassa dell’animale, i frammenti si disperdono largamente nei tessuti, sotto forma di particelle microscopiche”.

“Una soluzione potrebbe essere quella di sostituire i pallini di piombo con quelli in acciaio, utilizzabili nella maggior parte dei fucili – spiega il consigliere Dem -  i costi per i cacciatori, spiegano dall’Echa, sarebbero risibili. Attualmente, 24 dei 28 Stati Membri dell’UE regolamentano, ciascuno a proprio modo, l’uso delle munizioni di piombo in certe zone”.

“È ovvio che per avere un’efficacia massima servirebbe un’azione congiunta – conclude Andrea Zanoni -  ma anche la Regione, nell’ambito delle proprie competenze, può intervenire: credo ne valga la pena per tutelare l’ambiente e la salute dei propri cittadini”.