Venezia 27 nov. 2018 -     “Finalmente siamo arrivati alla conclusione del processo, ma la sentenza soddisfa solo parzialmente, perché le pene sono irrisorie. Adesso aspettiamo di conoscere le motivazioni”. Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico commenta così la decisione del Tribunale di Belluno che ha condannato tre dei quattro imputati “per il presunto traffico di rifiuti dall’impianto del Maserot, a Santa Giustina in provincia di Belluno, con pene tra un anno e un anno e tre mesi. A ciò va aggiunto il risarcimento di mille euro ciascuno alle due parti civili costituite, Provincia e Comune di Mel - si legge in una nota del consigliere regionale del Pd -  Secondo la Procura, tra il 2011 e il 2013, Dolomiti Ambiente, il cui ex presidente Luigi Giuseppe De Biasi è stato condannato,  avrebbe risparmiato sui costi di smaltimento dei rifiuti: il digestato prodotto nell’impianto sarebbe stato superiore, ben seimila tonnellate, a quello inviato alle aziende specializzate per lo smaltimento nelle apposite discariche. Una eccedenza - sottolinea Zanoni - poi sparsa in maniera illegale nei campi di un’azienda agricola a Mel, in modo da risparmiare sui costi”. Zanoni rammenta come “a far partire le indagini furono i controlli dell’allora Corpo forestale: prima dell’inchiesta, il digestato inviato agli impianti di trattamento ammontava a 1538 tonnellate, diventate 7.725 tonnellate nei primi nove mesi del 2013. Il principio che chi ‘inquina paga’ va fatto rispettare. In Veneto lo smaltimento illegale dei rifiuti si conferma una vera e propria piaga. Il caso di cava Campagnole a Paese e della Cosmo a Noale con ben 280mila tonnellate di rifiuti contenenti sostanze pericolose stoccate illegalmente all’interno, è solo l’ultimo in ordine di tempo. Anche per questo caso - conclude Zanoni - auspichiamo che si arrivi presto a processo e sentenza”.