“Il nuovo allarme sulle concentrazioni record di polveri sottili è purtroppo un disco rotto, che siamo costretti ad ascoltare a intervalli regolari. Per cambiare musica servirebbero azioni incisive, non come quelle previste dal Piano aria della Regione che, una volta di più, mostra tutta la sua inefficacia e miopia. Ormai l’emergenza è diventata routine quindi non possiamo farci trovare impreparati”. A prendere posizione sugli ultimi dati del Pm 10 in Italia e in particolare nella Pianura Padana è Andrea Zanoni, Consigliere regionale del Partito Democratico e Vicepresidente della commissione Ambiente.

“In Veneto - puntualizza - abbiamo sei province su sette fuorilegge perché superano i 35 giorni annui di sforamento per quanto riguarda le polveri sottili. L’inquinamento si combatte con misure obbligatorie per tutti i Comuni e deve essere la Regione a fare da regista. Non si può scaricare le responsabilità sui sindaci con ordinanze a macchia di leopardo, magari in contrasto fra loro, anche perché lo smog non ha confini certi e ‘recintabili’”.

“Avevamo denunciato subito - conclude Zanoni - come il Piano Aria approvato lo scorso anno nascesse già vecchio e scollegato dal Piano Energia: basti pensare all’importanza che viene data alle biomasse, fonti di energia che però hanno effetti collaterali pesanti in termini di polveri sottili, rispetto per esempio al fotovoltaico che è sicuramente il metodo meno impattante, a maggior ragione adesso che sono state sviluppate le tecnologie per un corretto smaltimento dei pannelli una volta esauriti”.