Venezia, 14 gen. 2020  -  “Sulle misure per contrastare l’inquinamento da polveri sottili la Lega e il centrodestra sono in totale confusione: a Treviso il sindaco Conte e l’assessore Manera tolgono le sanzioni per chi non rispetta il divieto di tenere aperte le porte dei negozi, mentre Rucco a Vicenza emana un’ordinanza che obbliga gli esercizi a chiuderle: la mano destra non sa quello che fa la mano sinistra. È evidente, come abbiamo chiesto più volte, la necessità di un ruolo di regia e coordinamento da parte della Regione, che però brilla per improvvisazione.

 

Da un lato Bottacin chiede ai privati di abbassare il riscaldamento per diminuire le polveri sottili, dall’altro pochi giorni fa il presidente Zaia correva la per la provincia di Treviso ad accendere falò che hanno aggravato una situazione già complicata, portando i picchi di smog con le Pm10 a ben 445 ug/mc, superiori di ben il 900% del limite di legge dei 50ug/mc. E adesso il governatore non trova niente di meglio che dare la colpa al meteo, difendendo la ‘salubrità’ dei Panevin anche per la presenza di qualche medico ai falò”.

 

La denuncia è di Andrea Zanoni, Consigliere regionale del Partito Democratico e Vicepresidente della Commissione Ambiente che va all’attacco di Palazzo Balbi, criticando le misure fin qui intraprese. “I fondi stanziati per combattere lo smog in questa legislatura in termini di incentivi per rottamare vecchie auto, i vecchi veicoli commerciali, le vecchie stufe inquinanti e acquistare accumulatori per impianti fotovoltaici sono ridicoli: appena 10,6 milioni, meno delle briciole rispetto ai finanziamenti per la viticoltura, 600 milioni nello stesso periodo. Bisogna intervenire su più fronti e a medio-lungo termine, innanzitutto occorre sostituire gli autobus pubblici, visto che il 75 per cento dei mezzi è sotto l’Euro 4, vecchie ciminiere altamente inquinanti. In una decina d’anni, con un investimento di 10 milioni l’anno è possibile rinnovare l’intero parco, come del resto stanno facendo già da tempo realtà come Milano. I soldi ci sono, è solo una questione di scelte su come spenderli. Il Piano dell’aria si è mostrato assolutamente inefficace ed è inutile che Bottacin faccia da scaricabarile sull’accordo del bacino padano, quando le altre Regioni aderenti all’accordo hanno investito su questo fronte risorse cospicue, mostrando una sensibilità differente”.

 

“Sensibilità - insiste il consigliere PD - che dovrebbe avere anche la Giunta Zaia, poiché il Veneto è interessato da quattro procedure di infrazione per violazione delle direttive comunitarie, prima fra tutte proprio quella sulla violazione della direttiva sanitaria sulla qualità dell’aria, su cui ho inoltrato una denuncia alla Commissione europea lo scorso anno, rischiando anche delle pesanti sanzioni.

 

E le conseguenze non sono da poco: secondo il Rapporto 2018 dell’Agenzia europea per l’ambiente in Italia muoiono prematuramente ogni anno 60.600 cittadini a causa del particolato, cifra che sale a 84.400 se consideriamo tutti gli inquinanti. Cifre che dovrebbero essere sufficienti ad adottare politiche serie ed efficaci contro le polveri sottili, attese ormai da troppi anni”.