Venezia 17 apr. 2018 -      “Il rapporto Mal’aria 2017 di Legambiente, illustrato ieri a Padova, conferma che la situazione in Veneto è oltre l’emergenza. Servono politiche serie per combattere l’inquinamento atmosferico e una regia unica, non provvedimenti a macchia di leopardo. La Regione si assuma finalmente le proprie responsabilità”.

Lo afferma il consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni, che commenta così “i dati diffusi dall’associazione ambientalista: nel 2017 tutti i Comuni capoluogo (tranne Belluno) sono fuorilegge per quanto riguarda i livelli di Pm 10. I giorni di sforamento annui, 33, sono stati ampiamente superati da Padova (102) Venezia (94), Vicenza (90), Treviso (83), Rovigo (80) e Verona (73)”.

“E il 2018 – puntualizza l’esponente dei Democratici - - non è iniziato meglio, con Padova che al 31 marzo è già a quota 37, quindi Venezia con 33, Vicenza 28, Treviso 27, Rovigo e Verona 23. Praticamente, ogni tre/quattro giorni viene superato il limite. La Regione dovrebbe mettere questo problema in cima alla lista delle priorità: in Italia ci sono oltre 60mila morti l’anno attribuibili allo smog e la Pianura Padana è una vera e propria camera a gas”.

“Invece – continua il consigliere Dem - si procede in maniera del tutto casuale, lasciando le singole amministrazioni in balia degli eventi, costrette a prendere misure non coordinate che sono inefficaci e anche dannose per quei cittadini che devono spostarsi da una città all’altra e non sanno bene come comportarsi”.

“Il 31 marzo - ricorda il consigliere regionale - sono scaduti gli obblighi fissati dall’Accordo di Programma per l'adozione coordinata e congiunta di misure per il miglioramento della qualità dell'aria nel bacino padano, il 15 aprile le ordinanze restrittive nella quasi totalità dei Comuni interessati dai provvedimenti. Zaia, anziché pensare al Prosecco, inizi davvero a preoccuparsi di un’emergenza che è diventata cronica. La Regione assuma il ruolo di ‘regista’ e faccia finalmente una programmazione seria”.

“I dati di Legambiente confermano quello che andiamo dicendo da mesi – ricorda Zanoni -  il Piano per il risanamento dell’aria è nato già vecchio e scollegato dal Piano energia: così è assolutamente inefficace. Il rischio, oltre che per la salute, è anche per il portafogli: l’Italia, infatti, dal 2014 è sotto procedura di infrazione da parte della UE per violazione della Direttiva sulla qualità dell’aria, dopo essere stata condannata nel 2012”.

“Lo scorso 30 gennaio – conclude Andrea Zanoni - il Ministro dell’Ambiente Galletti, pur evitando il deferimento, ha ricevuto, insieme ad altri Paesi, un ultimatum. È il momento di affrontare sul serio questa piaga”.