Venezia, 26 ott. 2016  - “La Giunta sta valutando ulteriori prescrizioni per i titolari delle cave in modo da garantire una maggiore sicurezza. Vedremo se dalle parole passeranno ai fatti o dovremo accontentarci degli slogan”. A distanza di oltre un anno il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni ha ottenuto la risposta all’interrogazione presentata sulla tragedia di Vedelago, quando un16enne morì annegato nel laghetto di una cava. “Il livello di sorveglianza, specialmente nei fine settimana è assente: in estate ci sono i ragazzi a fare il bagno, nel periodo autunnale-invernate vengono sostituiti dai cacciatori, uno dei quali ha perso la vita nel gennaio 2016 sempre nel Trevigiano, esattamente a Paese.  È chiaro che servano forti misure deterrenti per evitare accessi non autorizzati che la Regione deve imporre e far rispettare. Nelle Norme tecniche attuative del Prac (Piano regionale attività di cava) - spiega Zanoni - adottato un anno fa, è stato evidenziato nella risposta, sono presenti disposizioni che confermano l’obbligo per i proprietari di recintare l’area del cantiere prima di iniziare i lavori, mettendo i cartelli di divieto di accesso e ammonizione del pericolo. Peccato che non ci siano sanzioni utili a far rispettare ai cavatori queste disposizioni. Inoltre tra gli impegni della Giunta c’è quello di valutate prescrizioni specifiche nei confronti dei titolari delle cave per garantire una maggiore e migliore vigilanza, anche con l’installazione di sistemi di videosorveglianza. Mi auguro che con una doppia azione, preventiva e di controllo, si riesca a evitare nuove tragedie”. “Nella risposta viene poi ribadito - che le responsabilità civili e penali per ciò che accade a chi entra abusivamente nella cava è a carico del proprietario del sito. Mi chiedo quindi se i titolari delle cave di Vedelago e Paese siano stati sanzionati e abbiano risarcito i parenti delle vittime in seguito a queste gravi disgrazie”.