Venezia, 29 mar. 2019 -  “Niente fuoristrada nei sentieri di montagna né caccia al lupo: una doppia vittoria nel giro di poche settimane per i sostenitori della natura, dell’ambiente e degli animali e una secca sconfitta per la lobby venatoria”. Andrea Zanoni, Consigliere regionale del Partito Democratico, con una nota, torna “sul dietrofront dell’Aula di palazzo Ferro Fini che, a stretto giro, ha accomunato i due provvedimenti. Il 26 febbraio scorso - ricorda - il Consiglio regionale ha rispedito in Commissione il Progetto di legge sulla viabilità silvopastorale che avrebbe consentito per la prima volta in Veneto il libero accesso dei fuoristrada dei cacciatori in quei sentieri di montagna vietati a qualsiasi mezzo a motore. Mercoledì scorso 27 marzo stessa sorte per il Progetto di legge 368 ‘Misure di prevenzione e di intervento concernenti i grandi carnivori’ che prevedeva l’abbattimento del lupo. Rimandare in Commissione i Pdl significa farli morire in un cassetto”. 

 

“È una vittoria importantissima - continua il Consigliere democratico - contro due provvedimenti ingiusti e sbagliati. Il primo avrebbe introdotto un  privilegio per pochi, i cacciatori, indigesto per tutti coloro che amano, vivono e frequentano la montagna per godere della natura e del suo silenzio, lontani dallo stress e dai rumori delle città o per lavorarvi. Con il secondo si dava la possibilità di sparare ai lupi per contrastare le predazioni agli allevamenti in quota. Una scorciatoia cruenta, tra l’altro inefficace per la protezione delle mandrie, e incostituzionale. La soluzione, come abbiamo detto più volte sia in aula che in Commissione, è quella di utilizzare recinti e altri mezzi dissuasivi, cani pastori appositamente addestrati nella vigilanza, informare e formare malgari e allevatori. Il punto è però un altro e riguarda gli interessi venatori: le doppiette sono infastidite dalla ‘concorrenza’ dei lupi che predano la selvaggina a cui vorrebbero sparare”.

 

“Questa ritirata è una disfatta senza precedenti della lobby venatoria più estremista in Veneto, un segnale - sottolinea Zanoni - che fa sperare nel declino di chi vede la natura solo attraverso il mirino di un fucile. Una minoranza finora esageratamente rappresentata in Consiglio regionale. Una vittoria che, va dato atto, arriva grazie anche all’impegno e costanza di molte associazioni ambientaliste ed animaliste e migliaia di cittadini che, negli ultimi mesi, si sono mobilitati con raccolte firme, lettere ed email ai Consiglieri regionali, sit-in presso Palazzo ferro Fini, lettere ai quotidiani locali e così via. Eravamo pronti ad una martellante ed estenuante manovra emendativa contro questi due assurdi progetti di legge, anche tramite l’Intergruppo per il benessere e la conservazione della natura e degli animali. Adesso vedremo cosa accadrà: tecnicamente si parla di rinvio in Commissione ma in pratica è un vero e proprio affossamento. In caso di colpi di coda - promette in conclusione il Consigliere del Pd - la nostra battaglia ripartirà più forte di prima”.