Venezia, 27 nov. 2018  - “Denunciare il traffico di ‘veleni’ alle autorità è un atto dovuto, la Regione e l’assessore Bottacin potevano fare molto di più. A cave Campagnole probabilmente sarebbe stata sufficiente un’ordinanza per far rimuovere i materiali illegali, anziché procedere con inutili diffide per oltre sei anni. Permettere al privato di ‘fregarsene’ non è il modo migliore per tutelare l’ambiente”. È quanto afferma il Consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni rispondendo tramite una nota “Alle dichiarazioni dell’assessore Bottacin sul caso di cava Campagnole a Padernello di Paese, in cui aveva lodato l’impegno della Giunta. Dentro cava Canzian non poteva arrivare nemmeno una manciata di sale, poiché è tassativamente vietato far entrare in cava materiali estranei; invece le cose sono andate ben diversamente. E l’azione della Regione, con le reiterate diffide a Canzian, è servita a ben poco. Era necessaria un’ordinanza, l’unico strumento utile affinché l’ingiunzione di asportare i materiali arrivasse a buon fine. In caso di mancata esecuzione, infatti, il privato si becca una denuncia per un reato sanzionato dall’articolo 650 del Codice penale, che prevede fino a tre mesi di reclusione. Se però non rispetta una diffida può dormire sonni tranquilli tra due guanciali. Ed è quello che è accaduto, visto che la ditta Canzian se n’è infischiata, facendo il bello e cattivo tempo in violazione delle leggi e umiliando la Regione. Non si trattava di una diffida, ma di cinque spalmate nel tempo - ricorda il vicepresidente della commissione Ambiente, elencandole - la prima risale al 27 dicembre 2012, quindi 12 maggio 2016, 22 giugno 2016, 24 gennaio 2017 e infine 8 novembre 2017. Oltretutto nella cava, almeno fino a febbraio di quest’anno pare fossero presenti strutture e impianti privi del necessario titolo edilizio, in una parola abusivi. E risulta da un atto della Regione. Qui ci sono comportamenti scorretti del privato ma la Giunta non può certo chiamarsi fuori. Perché  - chiede Zanoni - dal 2012 a oggi non si è mai attivata con un’ordinanza? Lo scorso 9 febbraio Bottacin rispondendo a una mia interrogazione di sei mesi prima, agosto 2017, l’aveva annunciata senza poi dare alcun seguito”.

“Lo scaricabarile del sindaco Pietrobon è disdicevole - aggiunge il Consigliere - gli ricordo che è stato lui a scrivere una lettera, inviata a tutte le famiglie di Paese, dove attaccava il comitato dei residenti e dove, cercando di sminuire il problema, scriveva addirittura che i rifiuti pericolosi di cava Campagnole ci stavano dentro ad un pacchetto di sigarette. Dovrebbe spiegare ora ai suoi cittadini come ha in mente di far entrare in un pacchetto di sigarette ben 200.000 tonnellate di rifiuti contenenti sostanze pericolose. E già che c’è, spieghi come mai ha fatto un accordo senza citare i rifiuti sequestrati dalla magistratura, né i materiali introdotti illegalmente in cava, e con dei soggetti inquisiti per reati sul traffico di rifiuti. Uno che dice di difendere ambiente, salute e cittadini non avrebbe mai fatto tutto ciò. Ecco perché, come Partito Democratico, rinnoviamo la richiesta di dimissioni”.