“Una Regione incapace di decidere, che poi fa scelte sbagliate e alla fine prova a mettere una toppa con una petizione online da inviare alla Commissione europea e al Governo, anziché recitare un doveroso mea culpa”. A dirlo è Andrea Zanoni, Consigliere regionale del Partito Democratico, commentando l’iniziativa del capogruppo della Lega Nord Nicola Finco che ha lanciato una raccolta firme sulla piattaforma change.org per dire ‘no alla presenza del lupo’ chiedendo a Roma un nuovo Piano nazionale per gli abbattimenti. “Questa iniziativa è inverosimile ed è un segnale di debolezza politica. Sono stati Finco e Berlato i promotori della mozione, approvata dal Consiglio con il nostro voto contrario, per uscire dal progetto europeo Wolf Alps, che prevedeva i finanziamenti necessari per fornire ad agricoltori e malgari i mezzi utili a prevenire le predazioni degli animali. Finco anziché fare da scaricabarile sul Governo dovrebbe ricordarsi di essere il capogruppo del partito di maggioranza e utilizzare il suo ruolo per trovare soluzioni ai problemi”.

“Wolf Alps - ricorda Zanoni - è uno strumento importante per la gestione dei lupi, una questione che qualcuno vorrebbe risolvere dando il via libera alle doppiette. Ci sono Direttive europee che proteggono questa specie e dati scientifici dicono che gli abbattimenti non risolvono il problema. Finco dovrebbe guardare alle leggi e alle vie indicate dall’UE, oltre che ai numeri, lasciando perdere la facile propaganda politica che fa leva sull’emotività. Così facendo si alimenta il clima di allarmismo che ha portato già a fenomeni delinquenziali nel territorio, come l’uso dei bocconi avvelenati, addirittura confezionati con la stricnina, che oltre a mietere vittime fra i lupi uccidono centinaia di animali come tassi, volpi, corvidi, rapaci e animali domestici e di affezione come cani e gatti. Ci sono studi scientifici, inoltre, che evidenziano come l’abbattimento possa portare ad un aumento delle predazioni. I branchi, infatti, sono strutturati con due soggetti alfa, un maschio e una femmina, che guidano gli altri membri e gli impediscono di riprodursi. Se si intacca questa organizzazione accade che tutte le femmine vengono ingravidate e ogni branco scorrazza nel territorio attaccando disordinatamente le prede, soprattutto quelle più esposte come gli animali da allevamento. Un branco stabile, invece, comporta che gli Alfa, soggetti adulti con grande esperienza di caccia, si concentrino su prede del territorio come ungulati, cinghiali, cervi e caprioli. Una selezione in positivo, poiché vengono ‘colpiti’ gli animali più deboli e ammalati, rinforzando la specie predata, a differenza della caccia che fa una selezione al contrario, concentrandosi sui soggetti migliori, da esibire poi come macabri trofei. A ciò bisogna aggiungere che un branco stabile si ‘autoregola’ ed è il modo migliore affinché i numeri restino molto ridotti, ben diversi da quelli denunciati dal capogruppo della Lega. Le stime infatti si attestano ai 50-60 esemplari, che tra l’altro vanno condivisi il Trentino”.

“Comunque - prosegue il consigliere dem - se la prevenzione fosse iniziata nel 2013 e non con grave e colpevole ritardo nel 2016, i problemi sollevati da Finco non ci sarebbero stati. Anziché accendere fuochi inutili, la maggioranza a trazione leghista si preoccupi di fornire in tempi utili recinti elettrici e cani pastori agli allevatori. E non sentiremo più parlare, peraltro a sproposito, di emergenza lupi”.