Venezia, 10 ott. 2019   -  “Sul caso Sesa non deve calare il silenzio: dopo che Arpav ha accertato casi di presenza di materiali pesanti nel compost, sono stati attivati controlli sanitari sia per i lavoratori che per i cittadini del Basso Padovano e in tutte le aree venete interessate agli sversamenti?”.

Lo chiedono i consiglieri regionali Cristina Guarda (Civica per il Veneto) e Andrea Zanoni (Partito Democratico) “in una Interrogazione a risposta immediata, sottoscritta anche dai colleghi del Coordinamento Veneto 2020, Piero Ruzzante (LeU) e Patrizia Bartelle (IIC), oltre che da Graziano Azzalin e Claudio Sinigaglia (Partito Democratico)”.

“Non possono essere sempre i ‘soliti noti’ a pagare le conseguenze sanitarie, sociali e anche economiche del ‘non rispetto delle regole’ – puntualizzano Guarda e Zanoni -  Stiamo parlando di rifiuti speciali ricevuti e stoccati senza alcuna autorizzazione, produzione di compost con vetro e plastica, ed è grave che una vicenda del genere sia emersa solo grazie a un’inchiesta giornalistica. Durante la loro audizione in Seconda Commissione consiliare, i tecnici di Arpav hanno confermato le tracce di metalli pesanti in alcuni campioni rilevati nell’impianto di Este, ricordando come in almeno due occasioni siano stati coinvolti sia i carabinieri del Noe che la Magistratura”.

“In Veneto – evidenziano Cristina Guarda e il Vice Presidente della Commissione consiliare Ambiente - siamo di fronte a un’emergenza ambientale e a un territorio compromesso, con conseguenze anche sulla salute dei cittadini. Il caso della Sesa è uno dei tanti, pensiamo ad esempio alla Miteni di Trissino, alla Galvanica di Tezze, ai Cementifici del Basso Padovano o agli idrogeni solforati dell'ovest vicentino, solo per citare alcuni casi. E la Regione non può limitarsi a intervenire solo a posteriori. Nell’ultimo Piano Socio Sanitario, avevamo chiesto che la Giunta pianificasse un’azione di verifica sanitaria preventiva, senza ritrovarsi ogni volta a reagire sull’onda di eventi più o meno gravi. Una proposta ispirata al ‘principio di precauzione’, neanche presa in considerazione dalla Maggioranza”.

“La salute dei veneti, però, dovrebbe rappresentare una priorità assoluta – concludono Cristina Guarda e Andrea Zanoni - Per questo vogliamo sapere se e quali controlli sono stati fatti sull’azienda di Este, attraverso Asl e Spisal, per verificare le condizioni dei lavoratori e dei cittadini interessati, sia dall’impianto che dai luoghi di stoccaggio e sversamento di rifiuti e compost. Non ci accontenteremo di frasi di circostanza”.