“L’uso di pesticidi di sintesi nelle vigne per la produzione di Prosecco va progressivamente eliminato puntando al biologico, e lo deve imporre la Regione con legge. Non possiamo fare esclusivo affidamento su forme di autodisciplina da parte dei Consorzi”. Lo chiede il consigliere regionale Andrea Zanoni, primo firmatario di un’interrogazione del Partito Democratico incentrata sul progetto di candidare le Colline del Prosecco a patrimonio Unesco.

“Ha ragione il WWF Terre del Piave – argomenta l’esponente dei Democratici - a chiedere che la Giunta Zaia coinvolga maggiormente cittadini ed associazioni, in quanto, per iniziare un vero percorso partecipativo che porti al prestigioso riconoscimento Unesco, non si possono ascoltare soltanto i produttori. La Regione deve affrontare anche i problemi ambientali che ci sono nelle zone di Conegliano e di Valdobbiadene, denunciati da tempo dai residenti”.

“Al primo posto tra le preoccupazioni ambientali – spiega il consigliere - c’è l’utilizzo massiccio di fitofarmaci, che pone il Veneto in controtendenza rispetto alle altre Regioni italiane. La produzione di glera, il vitigno del Prosecco, è raddoppiata nel giro di sei anni; solo nel 2016, secondo i dati di Confagricoltura, sono state presentate richieste di impianto di nuovi vigneti per circa 35 mila ettari. Sta quindi diventando una produzione industriale, con i rischi conseguenti, poiché è una coltura sicuramente impattante per l’ambiente, visto l’uso massiccio di pesticidi”.

“E a proposito di pesticidi – precisa Zanoni - va sottolineato come la Regione non abbia ancora reso note le dichiarazioni di vendita di questi prodotti per il 2015, né si hanno notizie per quanto riguarda il 2016, e anche di questo abbiamo chiesto chiarimenti nell’interrogazione presentata”.

“Siamo soddisfatti – continua il consigliere regionale - per la decisione presa dal Consorzio di tutela della Doc del Prosecco di eliminare volontariamente alcuni pesticidi, con il nuovo ‘Vademecum viticolo 2017’, ma questo non può essere sufficiente. Deve essere la Regione a stabilire regole certe, fissando le sanzioni per chi le viola. Le buone intenzioni del Consorzio sono sì importanti, però non sono sufficienti per tutelare adeguatamente ambiente e cittadini, in quanto manca la forza della legge”.

“Lo scorso agosto – ricorda Zanoni - l’Assessore all’Agricoltura Giuseppe Pan ha annunciato la definizione delle linee di indirizzo all’interno del Piano di Azione NazionaleFitosanitari, per l’attuazione di specifiche misure per le aree rurali, i vigneti e le colture specializzate. Speriamo che venga esclusa ogni autorizzazione in deroga, visto che solo nel 2016 sono state ben 28, 6 estensioni già autorizzate dal Ministero della Salute e 22 su richiesta delle associazioni agricole”.

“Non è questa la giusta via – chiosa Andrea Zanoni – la Regione deve piuttosto implementare le politiche volte alla riduzione dell’impatto e dei rischi sulla salute umana, l’ambiente e le biodiversità”.