L'Eurodeputato Andrea Zanoni accompagna la consegna di 2.400 firme sulla fabbrica dei veleni di Pernumia (PD) al Parlamento europeo. “Indifferenti le autorità locali, adesso ci pensi l'Europa”

 

L'eurodeputato e membro della commissione ENVI Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo Andrea Zanoni ha accompagnato alcuni rappresentanti del Comitato Popolare SOS C&C nella consegna di 2400 firme sulla bonifica della fabbrica di veleni a Pernumia (PD) alla commissione petizioni del Parlamento europeo. “Le autorità locali non hanno preso misure tempestive per mettere in sicurezza l'area. Adesso vediamo cosa ne pensa l'Europa”. A rappresentare il comitato, Carlo Simoni e Annachiara Capuzzo (Due Carrare), Davide Caron (Pernumia).

 

“Da tempo seguiamo i lavori dell'importante commissione Petizioni e siamo convinti che questa sia davvero l'unica sede che può dar voce alle richieste di rispetto della legalità dei cittadini europei”, si legge nel testo della petizione.

 

Per anni la fabbrica C&C di Pernumia ha giocato sulla pelle dei cittadini. Il suo stato attuale di totale abbandono e il mancato intervento delle autorità rischia di gravare ulteriormente sull'ambiente e gli abitanti della zona – attacca Zanoni – Queste firme spingeranno l'Europa a prendere una posizione su un problema di fronte al quale le autorità locali si sono dimostrate indifferenti”.

 

Il 12 marzo scorso Zanoni ha anche presentato un'interrogazione alla Commissione europea per chiedere “la verifica del rispetto della normativa comunitaria in materia di rifiuti, discariche, acqua e aria, da parte delle autorità locali nella gestione dello smantellamento della fabbrica di veleni a Pernumia”.

 

Bisogna scongiurare ogni pericolo per la salute dei cittadini e per l’ambiente, ecco perché ci rivolgiamo all'Europa”, conclude l'eurodeputato.

 

Il 15 febbraio 2013, Zanoni ha incontrato i membri del Comitato SOS C&C di Pernumia (PD) durante un sopralluogo alla fabbrica dei veleni (VIDEO).

 

BACKGROUND

 

Gli edifici della ex C&C versano in uno stato di totale abbandono e degrado, presentando numerose aperture nel tetto (in amianto) e nella struttura portante che consentono al materiale tossico di disperdersi nell’ambiente circostante grazie all’azione di vento e pioggia, compiendo, quindi, un’incessante attività di contaminazione ambientale.

 

La struttura è ubicata in un’area sita a ridosso di una ZPS e rischia di contaminare direttamente i territori di ben tre comuni della provincia di Padova (Pernumia, Battaglia Terme e Due Carrare), con zone residenziali e zone agricole di pregio (radicchio bianco di Maserà, radicchio variegato di Castelfranco IGP). Inoltre dista appena trenta metri dal canale Vigenzone (utilizzato per l’irrigazione) e si trova in prossimità del bacino delle Terme Euganee (il più esteso d’Europa) e di alcune “ville venete”, edifici di alto valore storico e culturale (di grande interesse turistico).

 

L’area è a rischio di incendio (principio di incendio già accaduto nel 2007), di alluvione (rischio sfiorato nel 2010 e 2011), di subire trombe d’aria (eventi importanti si sono verificati in zona limitrofa nel 2010 e 2012) e di terremoto (visti gli eventi sismici che hanno colpito la vicina regione dell’Emilia Romagna nel 2012), accadimenti che sicuramente porterebbero a una massiccia dispersione nell’ambiente dei rifiuti tossici così approssimativamente stoccati.

 

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