(Arv) Venezia 31 ago. 2015 - “Quello del cassone del Mose scoppiato alcuni mesi fa, è un episodio grave, che ha già provocato un danno economico ingente oltre a causare un ulteriore ritardo nella realizzazione dell’opera. E’ inoltre allarmante che quanto è accaduto sia stato tenuto nascosto: una mancanza di trasparenza inaccettabile, soprattutto perché si tratta di un’opera pubblica. Su questa vicenda è necessario che anche la Regione, con il presidente Zaia in testa, faccia la propria parte facendo luce sulle responsabilità”. A dirlo è il consigliere regionale del PD e vice presidente della Commissione Infrastrutture, Andrea Zanoni. L’esponente democratico ha predisposto in queste ore un’interrogazione sul caso del cassone scoppiato, come viene riferito oggi da ‘La Nuova Venezia’. “Dopo lo scandalo Mose e lo scippo di una montagna di danaro pubblico, non è accettabile che l’istituzione regionale se ne stia con le mani in mano. Lo scoppio del cassone, ad una prima stima, costerà 10 milioni di euro per il ripristino, senza contare l’allungamento dei tempi che già si sono abbondantemente dilatati. E’ dunque doveroso - conclude Zanoni - che vi sia un’attenzione costante sull’opera: non basta, come ha fatto lo stesso Zaia, visitare i cantieri, fare passerella e poi disinteressarsi a quanto accade. Bisogna vigilare per impedire che il Mose continui ad essere un pozzo senza fondo di spreco e di inefficienza”.

Scarica comunicato