“Se accadono episodi gravissimi come questo è perché c'è la volontà politica che accadono. Non a caso, a fronte di una lunga scia di casi analoghi, ho proposto, in occasione della discussione sul Piano faunistico-venatorio, un emendamento sottoscritto dalla minoranza che prevedeva l'obbligo per i cacciatori di indossare delle pettorine con un numero alfanumerico. Così da responsabilizzare i cacciatori ed isolare le mele marce che violano la legge”.

A dirlo il consigliere regionale del PD Veneto, Andrea Zanoni, all’indomani dell’episodio di Castelcucco, nel trevigiano, dove un cicloamatore è stato colpito in fronte da un pallino di una fucilata esplosa da un cacciatore.

“Questo è un caso emblematico perché con un sistema identificativo si sarebbe evitata la fuga a gambe levate del responsabile. La situazione è fuori controllo per colpa di irresponsabilità che sono anche politiche e per vuoti di intervento che consentono la caccia indiscriminata su terreni di proprietà privata. Quello della pettorina è uno strumento già introdotto in molti altri Stati. Senza contare gli esami di controllo che andrebbero fatti con regolarità a chi detiene il porto d’armi: ci sono persone che nonostante l'età avanzata non si sottopongono a verifiche da decenni. Una cosa inaccettabile, soprattutto perché le campagne sono meta sempre più frequente di persone che vogliono stare tranquillamente a contatto con la natura, senza rischiare di morire impallinati”.