“Dalla risposta alla mia interrogazione, che voleva chiarire il perché non è stato atteso l'esito delle verifiche antimafia prima di trasferire l'autorizzazione alla ditta ICG per le attività estrattive presso Cava Morganella, non emergono elementi in grado di sciogliere i dubbi sul caso”.

A dichiararlo il consigliere regionale del PD Veneto, Andrea Zanoni, primo firmatario di un’interrogazione presentata nello scorso novembre assieme ai colleghi di opposizione Bigon, Lorenzoni, Ostanel e Guarda.

“Ad oggi non è ancora dato a sapere se la ICG sia stata inserita nella White List, ovvero l'elenco dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa, istituita presso la prefettura di Treviso. La scadenza della White List era fissata al 23 luglio 2022 ma la domanda venne presentata da ICG oltre due mesi dopo, il 28 settembre. Viene da chiedersi il perché, visto che questo inserimento è indispensabile per l'attività di cava”.

Zanoni ricorda che “la legge 190 del 2012 (Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione), prevede che l’estrazione, fornitura e trasporto di terra e materiali inerti rientrano tra le attività maggiormente esposte a rischio di infiltrazione mafiosa”.

E incalza: “Nella risposta all'interrogazione non viene spiegato perché la Regione il 5 ottobre scorso chieda alla banca dati nazionale antimafia informazioni in merito alla ICG e che, invece di attendere la risposta o almeno i trenta giorni previsti dalla legge del silenzio-assenso, che sarebbero scaduti il 28 ottobre, con incredibile velocità e solerzia già il 7 ottobre abbia approvato il decreto. L’assessore all’ambiente Bottacin ha detto che attualmente il decreto autorizzativo non è ancora stato perfezionato. Inoltre, da una verifica fatta con gli uffici risulta che non sono state espletate le pratiche relative al deposito cauzionale di 2,7 milioni di euro. Il decreto, una volta depositata la fideiussione, sarà valido salvo l'esito negativo della pratica della Prefettura relativa alla White List, che lo farebbe decadere automaticamente”.

Infine l’esponente dem solleva un’ultima questione: “vorrei capire se la notizia apparsa sulla stampa, relativa alle condanne per fatture false e operazioni inesistenti di Maurizio Grigolin, amministratore di fatto dell’omonimo gruppo trevigiano, e di altre tre persone, non possa in qualche modo interferire con la procedura di autorizzazione della cava. Si tratta di condanne diventate definitive con la recente sentenza della Corte di Cassazione che ha confermato quelle già emesse nel 2020 dal Tribunale di Treviso e nel 2022 dai giudici di Venezia”.