Venezia, 31 agosto 2021

“Sono sconcertato dalla risposta in aula dell’assessore Bottacin sull’ampliamento in profondità di Cava Morganella: com’è possibile che il parere interpretativo di una Commissione tecnica abbia valore superiore a una legge regionale? È assurdo, e infatti nel caso, del tutto analogo, di Cava Padernello le cose sono andate diversamente, quel parere non è stato considerato”. Questo il commento di Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico, in merito alla replica della Giunta all’interrogazione (sottoscritta dalla vice capogruppo Vanessa Camani, dalle colleghe Anna Maria Bigon e Francesca Zottis oltre che dal portavoce dell’opposizione Arturo Lorenzoni, da Cristina Guarda di Europa Verde ed Erika Baldin del Movimento 5 Stelle), con cui chiedeva quali provvedimenti intendesse adottare per bloccare il progetto.

 

“L’unica nota positiva - ironizza - è che dopo sette mesi, l’avevo depositata il 2 febbraio, Bottacin si è degnato di rispondere. L’assessore trova il tempo per scrivere libri ma fa passare sette mesi violando il regolamento. La lunga attesa, però, non è stata ripagata. Non si può citare un parere del 1997 della Ctrae (Commissione tecnica regionale sezione attività estrattive) quando già nel 2012 la direzione Geologia e risorse aveva chiarito come dovesse essere rispettato l’articolo 44 della legge 44/82 e quindi l’escavazione massima di Cava Morganella è 43 metri, non 60.  La controprova che quel parere non conta niente è il fatto che recentemente a Cava Padernello, tra l’altro sempre nel Comune di Paese, è stato bloccato un progetto simile proprio sulla base della legge regionale. Resta dunque questo mistero che saranno i giudici del Tar a sciogliere, visto il ricorso presentato dalle associazioni ambientaliste e dal Comune di Ponzano”.

 

Zanoni allarga poi la propria insoddisfazione a una seconda risposta, sempre su Cava Morganella, riguardante la ‘scomparsa’ dal portale regionale della Valutazione di impatto ambientale di alcuni documenti fondamentali riguardanti l’iter del progetto: “Erano consultabili tutti i progetti, sia più datati che più recenti, tranne quello. L’assessore si è giustificato con la migrazione dei contenuti dal vecchio al nuovo portale, che però si è conclusa a novembre 2019, mentre qua eravamo a febbraio 2021. Queste anomalie informatiche si sono presentate in un momento cruciale, quando è stato autorizzato il progetto, dopo anni di silenzio. La preoccupazione e la richiesta di trasparenza sono più che legittime”.