VENEZIA, 23 giugno. Il calendario venatorio 2016-17 della Regione Veneto non è in linea con le linee guida dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e potrebbe portare la Regione a delle sanzioni da parte dell’Europa. I dati sono stati diffusi oggi da Andrea Zanoni, consigliere regionale Pd e vicepresidente della II Commissione in risposta alla presentazione del 22 giugno del calendario venatorio.

 

“Il calendario 2016-17”, commenta il consigliere, “Ricalca le illegittimità di quello dell’anno precedente. La regione sta dimostrando che per quanto riguarda le specie migratorie non sono stati considerati importanti criteri scientifici di tutela, venendo così meno all’interesse collettivo di tutti i cittadini veneti mettendo a repentaglio le popolazioni di uccelli migratori, bene naturale trans-europeo”

 

I dati ai quali fa riferimento il consigliere Zanoni sono quelli trasmessi dall’Ispra alla Regione Veneto –Politiche dell’Agricoltura, Caccia; Pesca e Bonifica in data 10 maggio 2016. “Alla proposta di calendario venatorio presentata dalla Regione”, spiega il consigliere Zanoni, “L’Istituto ha risposto chiedendo che per 25 specie migratorie la data di inizio caccia fosse posticipata a inizio ottobre nel periodo post-svezzamento, così come richiesto dall’Europa, per altre 14 la chiusura della caccia anticipata al 20 gennaio e non alla fine del mese per garantire ola formazione delle coppie dei migratori nel periodo di ritorno ai luoghi di nidificazione. Troppo elevati, inoltre, sono i limiti di carniere per alcune specie. Infine, per la rara specie del combattente viene chiesto il divieto assoluto di caccia. Tutte indicazioni che, basate su criteri e studi scientifici, non sono stati accolti in questo calendario”

 

Il rischio, secondo il consigliere, è ora quello di sanzioni europee alla Regione Veneto: “Nel 2014”, spiega, “L’Europa ha aperto una procedura EU PILOT, il preliminare di una procedura di infrazione con possibili sanzioni finali, contro l’Italia in quanto l’attività venatoria, compresa quella in Veneto, consentiva la caccia a specie di migratori nel periodo considerato di migrazione. Non vorrei che la nuova decisione del Veneto contraria a quanto chiesto dall’Ispra portasse a conseguenze indesiderate con sanzioni europee e ricorsi al Tar”.

 

Oltre alla presentazione dei dati, non manca anche una frecciata del Consigliere alla maggioranza: “Mi sembra paradossale che per avere conoscenza precisa del calendario venatorio in Veneto abbiamo dovuto attendere la pubblicazione sui giornali dato che la Giunta non lo ha ancora messo a nostra disposizione”.