Venezia, 12 maggio 2021

“Il grido di allarme delle case di riposo è rimasto senza ascolto per troppo tempo: la pandemia ha dato un colpo pesantissimo a una situazione già difficilissima. Quanto dovremo attendere ancora per la riforma delle Ipab? Abbiamo chiesto più volte, sia sul finire della scorsa legislatura che in questa, di garantire risorse straordinarie per le Rsa, cosa che è stata fatta solo in parte. In più avevamo proposto un taglio dell’Irap che pesa in maniera significativa sui bilanci, mettendo in pericolo la sostenibilità di molte strutture e aprendo praterie per l’ingresso dei privati ‘commerciali’ che pagano un’aliquota più bassa. È questo che vuole la Regione?”. Anna Maria Bigon, vicepresidente della commissione Sanità e consigliera PD a Palazzo Ferro Fini interviene con il collega Andrea Zanoni sulla situazione delle Rsa dopo le preoccupazioni rilanciate dai direttori di alcune strutture della provincia di Verona dove sono circa 5mila le persone assistite.

 

“Stiamo parlando di servizi fondamentali che lo saranno sempre più in futuro con il progressivo invecchiamento della popolazione: non possiamo permettere che vadano a morire o restino solo un privilegio per chi può permettersi di spendere anche 3mila euro al mese di retta. Dobbiamo intervenire subito, a cominciare dalla tassazione. Da oltre un anno - aggiungono Bigon e Zanoni - le Rsa devono fare i conti con le minori entrate per il blocco degli accessi e la diminuzione degli ospiti per ospedalizzazioni e decessi, con calo di presenze fino al 30%. Le spese invece sono aumentate per l’acquisto dei dispositivi di protezione e le operazioni di sanificazione. Far quadrare i conti, in mancanza di una riforma attesa da vent’anni, unici inadempienti con la Sicilia, diventa impossibile. Il testo è stato depositato il 21 ottobre, ma a distanza di sette mesi non è stato calendarizzato in Quinta commissione: quanto dovranno aspettare ancora le Rsa per avere una risposta?”.