(Arv) Venezia 10 dic 2020 -   “Un assessore all’Ambiente che esulta per la legittimità di un disboscamento di 8.000 metri quadri, per impiantare l’ennesimo vigneto all’interno di un’area vincolata nel cuore del sito patrimonio Unesco delle Colline del Prosecco, dovrebbe chiedersi se non abbia sbagliato mestiere o se sia la persona giusta al posto giusto”. Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico risponde all’assessore Bottacin dopo la sentenza del Tar del Veneto sul caso del vigneto a Premaor di Miane, con cui è stato respinto il ricorso dei residenti.

“Bottacin esulta – prosegue il consigliere - ma dovrebbe studiare un po’ di diritto e sapere che la sentenza di un Tar non è legge. In Italia, c’è un secondo grado di giudizio presso il Consiglio di Stato e potrei citargli svariati casi di sentenza ribaltata in appello a favore dei ricorrenti e dando quindi palesemente torto a Regione e Tar del Veneto. La cosa che mi sorprende è come non si renda conto che quanto accaduto è un autogol: se la sentenza venisse confermata, sarebbe la prova di come il sito Unesco non contribuirà a tutelare l’ambiente”.

“In ogni caso - puntualizza Zanoni - la Regione non fa una bella figura, perché rivendica la scelta di consentire nuovi vigneti in una zona vincolata, patrimonio dell’umanità, e lo fa con i soldi dei contribuenti, colpendo tre famiglie che legittimamente hanno tentato di difendere le loro abitazioni e il diritto a vivere in un’area sana e tutelata. Bottacin dovrebbe preoccuparsi, insieme alla Giunta di cui fa parte, di lavorare per cambiare leggi sbagliate e dannose e contrastare l’emergenza ambientale associata all’emergenza climatica. In un quadro del genere – ribadisce Zanoni - i cittadini del Veneto si aspetterebbero che la Regione lottasse per difendere il territorio e la sua biodiversità, opponendosi ai disboscamenti anziché schierarsi con chi vede nell’ambiente solo un motivo per fare profitto. Oltretutto siamo di fronte a una situazione non più sostenibile neanche dal punto di vista economico. Un’azienda storica ha recentemente tolto il nome Prosecco dal proprio vino, e ha proposto di fare altrettanto al Consorzio Docg, perché considerato troppo generico e banalizzante, quasi un disvalore. E ciò dipende da una politica fallimentare della Regione, con incentivi a pioggia, 580 milioni di fondi pubblici in 10 anni al settore vitivinicolo, e autorizzazioni di nuovi vigneti, che hanno portato alla saturazione del mercato e al crollo del prezzo di vendita”.

“Se Bottacin è ancora convinto della bontà della sua scelta – osserva Zanoni - gli consiglio un paio di letture. La prima è il report Veneto Sostenibile, illustrato anche in Consiglio regionale. In teoria dovrebbe conoscerlo bene, evidentemente lo ignora del tutto. Non solo, scoprirà che il Veneto è maglia nera in Italia per quanto riguarda l’obiettivo ‘Vita sulla terra’, uno dei 17 previsti dall’Agenda Onu 2030, ovvero tutela dell’ambiente e della biodiversità. La seconda è l’enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco, dove si ricorda che ‘l’ambiente è un dono collettivo, patrimonio di tutta l’umanità’, ‘eredità comune’ da amministrare e non da distruggere e si sottolinea che ‘la cura degli ecosistemi richiede uno sguardo che vada aldilà dell’immediato, perché quando si cerca solo un profitto economico rapido e facile, a nessuno interessa veramente la loro preservazione’. Due letture – conclude Andrea Zanoni - che potrebbero essergli utili per fare davvero l’assessore all’Ambiente e non ‘contro’ l’ambiente”.