Venezia, 12 apr. 2018  - “I dubbi su quanto accaduto nell’ex Cava Colombera, nel Comune di Morgano, a cavallo tra i Comuni di Quinto di Treviso e Paese, non erano campati in aria. Grazie alla mia interrogazione, infatti, sono partiti accertamenti da parte della Regione e dei Carabinieri forestali di Treviso, che stanno a loro volta indagando sullo scempio ambientale. Quel disboscamento, senza alcun progetto né autorizzazione, non si può fare”. Andrea Zanoni, Consigliere regionale del Partito Democratico, torna sull’interrogazione a risposta immediata presentata lo scorso 5 dicembre, in merito alla quale ha ricevuto risposta nell’ultima seduta consiliare.

“Si tratta di un intervento che ha provocato la distruzione del verde in un’area di circa 54mila metri quadri dove, dopo l’abbandono della cava, si era verificato un processo di rinaturalizzazione con sviluppo di alberi e piante. All’esterno della cava, oltretutto, non sono presenti tabelle informative né alcuna autorizzazione ai lavori. È ridicolo quanto affermato dalla ditta, secondo cui l’intervento, con relativo taglio di piante, sarebbe funzionale all’esecuzione di un rilievo topografico propedeutico all’elaborazione del progetto di ricomposizione, voluto dai proprietari. È singolare che si distrugga un patrimonio ambientale che si è auto rigenerato nel corso di anni motivandolo con la necessità di effettuare un recupero ambientale. Mi auguro che le indagini vadano a fondo e si concludano in fretta con l’obbligo, se venissero accertate le violazioni, di ripristino dei luoghi. Non possiamo permetterci - chiude Zanoni - di perdere ulteriore verde in una delle aree più cementificate, asfaltate, deturpate, scavate e inquinate d’Italia”.