Risulta necessario aiutare e finanziare la viticoltura biologica a basso impatto ambientale ed effettuare uno studio per approfondire l’impatto ambientale sul suolo e sulle falde acquifere dei trattamenti dei vigneti al alto tasso di chimica e gli effetti sulla salute dei residenti.

Venezia, 12 febbraio 2016 - Con due emendamenti al Bilancio 2016 e legge di stabilità 2016, che dovrebbero essere votati dal Consiglio regionale tra venerdì 12 e sabato 13 febbraio, ho chiesto al Consiglio Regionale lo stanziamento di 400.000 euro per effettuare uno studio per approfondire l’impatto ambientale sul suolo e sulle falde acquifere dei trattamenti dei vigneti al alto tasso di chimica e gli effetti sulla salute dei residenti e 400.000 euro per aiutare e finanziare la viticoltura biologica a basso impatto ambientale.

La coltivazione di vitigni a prosecco nell’area della pedemontana trevigiana negli ultimi dieci anni ha subito un incremento molto considerevole come mai prima era accaduto. Le ricadute sui residenti e sull’ambiente non sono mancate dato che queste coltivazioni richiedono ingenti quantitativi di trattamenti con fitofarmaci ed erbicidi contenenti sostanze chimiche spesso di sintesi e potenzialmente cancerogene.

Considerato che la popolazione ha più volte sollevato preoccupazione in merito alla tutela della salute e che anche le autorità locali hanno avviato procedure di monitoraggio degli impatti su ambiente e salute dovuti anche al fenomeno della “deriva”, risulta utile incentivare la coltivazione di queste importanti e redditizie coltivazioni con metodi alternativi a basso tasso di chimica, ovvero attraverso le coltivazioni biologiche. Vanno perciò promosse pratiche colturali sostenibili sotto il profilo ambientale, e va incentivata l’applicazione dell’agricoltura biologica nella coltivazione della vite nell’areale della DOCG Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene e della DOCG Prosecco Colli Asolani.

Le politiche agricole regionali degli ultimi anni hanno fortemente incentivato nuove coltivazioni a vitigni con stanziamenti di cospicui importi a fondo perduto, spesso con particolare riferimento alla varietà prosecco, creando addirittura le proteste degli stessi produttori preoccupati per le ripercussioni nei mercati dovute alla troppa offerta del medesimo prodotto con abbassamento conseguente della qualità.  Si assiste perciò alla corsa all’impianto di vitigni anche in aree e terreni mai prima d’ora vocati a questa coltivazione.

Questi incentivi hanno perciò  spinto molti ad acquistare  terreni da dedicare a questa coltivazione, spesso ubicati a ridosso di molte abitazioni. E’ noto che questi vitigni richiedono un consistente uso di fitofarmaci costituiti da sostanze chimiche di sintesi, i cosiddetti pesticidi, che, anche a causa del vento, spesso contaminano aree limitrofe e le residenze di molti cittadini. Inoltre, queste sostanze nocive raggiungono, con il tempo, la falda acquifera così come accertato da recenti studi dell’ISPRA.

Si rende necessario effettuare uno studio sugli effetti che l’utilizzo massiccio di queste sostanze chimiche può provocare sulla salute e sull’ambiente, con particolare riferimento alle falde acquifere, tramite uno studio da realizzarsi nelle aree della regione più interessate dal fenomeno.

Andrea Zanoni – Consigliere regionale del Veneto