Venezia, 18 maggio 2017 -Terna presenti un progetto per l’interramento di tutto l’elettrodotto Fusina-Dolo-Camin. Ci sono ragioni di carattere paesaggistico, ambientali, di sicurezza e anche economiche per farlo. La nostra battaglia andrà avanti, agiremo politicamente attraverso i nostri contatti con il  Governo per arrivare alla soluzione che il territorio continua a chiedere con forza”. È questo il commento dei consiglieri del Partito Democratico Andrea Zanoni, Bruno Pigozzo e Claudio Sinigaglia a margine dei lavori della Seconda commissione dove sono stati ricevuti in audizione i sindaci dei Comuni interessati dalla nuova infrastruttura, incontro chiesto proprio dal gruppo Dem.
Hanno esposto e ribadito le loro motivazioni, supportati dal professore Giovanni Campeol, docente di Valutazione ambientale strategica e di incidenza che li sta accompagnando in questa vertenza. I problemi sul tavolo sono gli stessi da tempo, e Terna rimane testardamente sorda. Infatti ha presentato un progetto analogo a quello già stoppato da una sentenza del Consiglio di Stato, addirittura peggiorato diminuendo le tratte interrate nella zona del Vallone Moranzani e stralciando gli interramenti previsti nel Miranese. Parliamo di una linea elettrica con piloni alti fino a 60 metri a poca distanza dalle ville storiche che si affacciano sul Brenta. Un’opera estremamente impattante sotto molteplici punti di vista, stiamo parlando infatti di un enorme elettrodotto da 380 kw. Le motivazioni dei sindaci sono esattamente le stesse sostenute da Terna in altre situazioni dove ha già realizzato l’interramento dei cavi, quindi non riusciamo a capire questa testardaggine. Per questo abbiamo chiesto un’audizione in commissione anche di Terna”, proseguono gli esponenti del PD.
Si tratta anche di una battaglia strategica, perché in Veneto ci sono altri progetti in itinere e potrebbe rappresentare uno spartiacque per il futuro, eliminando i cavi aerei con i rischi connessi, sostituendoli con linee interrate che tutelano paesaggio, ambiente e salute. La Regione si è già espressa a fianco dei primi cittadini, ma deve intervenire ancora facendo sentire la propria voce nella VIA nazionale dove ha un proprio componente, nella Conferenza dei servizi e nella Commissione per il rilascio dell’Intesa conclusiva. Questa volontà del territorio va sostenuta e mantenuta con forza”.